Covid, i pazienti che non riescono a guarire: chi sono i "long haulers"

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Covid, i pazienti che non riescono a guarire: chi sono i "long haulers" (Getty Images)
Covid, i pazienti che non riescono a guarire: chi sono i "long haulers" (Getty Images)

Una parte dei contagiati continua ad accusare i sintomi del Covid-19 anche dopo la guarigione: i “long haulers”, così si riferiscono a loro gli scienziati, sono numerosi anche in Italia. A parlarne è Morena Colombi, la fondatrice di un gruppo di auto-aiuto su Facebook che si chiama “Noi che abbiamo sconfitto il Covid” e raccoglie le storie di chi è ufficialmente guarito, ma sta male da mesi.

“Le adesioni - ha raccontato al Messaggero - sono arrivate e in breve tempo mi sono accorta che tutti, chi più chi meno, abbiamo gli stessi malesseri. Molte volte ci liquidano come depressi o ipocondriaci. I nostri problemi invece sono reali, ma nessuno sembra volerci dar credito”. Lo scopo del gruppo è anche quello di far conoscere la sindrome del “Long Covid”.

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I sintomi sono i più disparati: si va dalla caduta dei capelli (che interessa il 30% dei malati) a quella dei denti, dalla “nebbia mentale” (difficoltà a ricordare strade, nomi e numeri che prima si conoscevano a memoria) fino al mal di testa.

Uno studio che ha fatto chiarezza è quello dei Centers for Disease Control and Prevention Usa (CDC): il 35% dei pazienti Covid-19 non era tornato al precedente stato di salute due o tre settimane dopo il tampone negativo. I più colpiti erano persone con malattie croniche, ma quasi 1 su 5 tra giovani e adulti di età compresa tra 18 e 34 anni.

Per guarire dalla sindrome, i “Long Haulers” si affidano a una serie di farmaci che si possono acquistare senza ricetta medica come ad esempi antistaminici come Pepcid/famotidina e Zyrtec/cetirizina, oltre a integratori di vitamina D e C.

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