Covid, Iacomini (Unicef Italia): "Contro il rischio varianti vaccinare in fretta i Paesi poveri"

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"Non c'è sicurezza senza equità, bisogna vaccinare i Paesi più poveri e farlo in fretta". E' l'appello che lancia Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, invitando "tutte le forze politiche, di destra e di sinistra, ad impegnarsi sul Covax, il programma sostenuto dall'Organizzazione mondiale della Sanità per fornire i vaccini anti Covid-19 ai Paesi a basso reddito non in grado di procurarseli autonomamente. E' un tema questo, "per niente divisivo su cui si può trovare la massima convergenza".

"Non saremo mai sicuri - afferma Iacomini all'Adnkronos - se non poniamo fine tutti insieme a questa pandemia arrivando nei luoghi più remoti e poveri. I dati dicono che i Paesi ricchi hanno già somministrato il 44% delle dosi, quelli a basso reddito solo lo 0,4%. Riflettiamo! Contro la disuguaglianza nella distribuzione dei vaccini serve accelerare nei prossimi mesi. E' urgente la necessità di fornire, così come previsto dall'iniziativa Covax, 2 miliardi di dosi entro la fine del 2021 ai paesi meno fortunati che non possono permettersi di acquistarle. Riponiamo grande fiducia nel presidente del Consiglio Mario Draghi che ha preso impegni forti al vertice di Roma ma bisogna fare in fretta contro il rischio di nuove varianti". Fiducia anche, aggiunge, "nel ministro della Salute Roberto Speranza che ha accolto con gradissima attenzione la proposta".

"Covax, del resto, riguarda tutti noi: per ogni vaccino che ci facciamo pensiamo di donarne uno ai paesi che ne hanno bisogno. Questa sarebbe la grande rivoluzione", evidenzia il portavoce dell'Unicef Italia invitando i media a raccontare l'importanza del progetto. "Basta polemiche sui pro-vax e no-vax, si parli di Covax. Abbattiamo l'epidemia guardando dritti al cuore della questione che è quella della sicurezza globale. Voglio anche precisare che è ridicolo pensare o cadere nell'errore di attribuire ad eventuali sbarchi di migranti l'arrivo di varianti Covid 19. E' invece una delle tante problematiche che si possono venire a creare laddove non venga garantito un accesso equo alla vaccinazione", conclude.

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