Covid, il cardinale Bassetti dimesso, ringrazia l'ospedale

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Roma, 19 nov. (askanews) - "Ho potuto toccare con mano l'umanità, la competenza, la cura poste ogni giorno in essere, con instancabile sollecitudine, da tutto il personale, sanitario e non": nel giorno delle dimissioni dall'ospedale di Perugia, il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, esprime la propria riconoscenza a tutti gli operatori, dagli amministrativi ai sanitari, che con sollecitudine, attenzione, competenza, vegliano sulla salute dei ricoverati nell'Azienda Ospedaliera "Santa Maria della Misericordia". Il porporato è stato ricoverato il 31 ottobre ed è poi passato, con l'aggravarsi delle condizioni di salute, in terapia intensiva, da cui è uscito pochi giorni fa. Ora trascorrerà un periodo di convalescenza e riabilitazione al policlinco Gemelli di Roma. "Al ringraziamento del Cardinale Bassetti uniamo la gioia per i progressi costanti nelle sue condizioni di salute", commenta il Segretario Generale della Cei Mons. Stefano Russo. "I vescovi italiani e i fedeli gli saranno accanto nella sua convalescenza al Policlinico Gemelli, dove è atteso con grande affetto". "Fratelli e sorelle carissimi", afferma il cardinale Bassetti nel messaggio diramato oggi, "nel giorno delle mie dimissioni dopo il ricovero, desidero ringraziare con affetto e riconoscenza l'Azienda Ospedaliera di Perugia 'Santa Maria della Misericordia'. In questi giorni che mi hanno visto attraversare la sofferenza del contagio da Covid-19 ho potuto toccare con mano l'umanità, la competenza, la cura poste ogni giorno in essere, con instancabile sollecitudine, da tutto il personale, sanitario e non. Medici, infermieri, Oss, amministrativi: ciascuno di loro si impegna nel proprio ambito per assicurare la migliore accoglienza, cura, accompagnamento per ogni paziente, riconosciuto nella sua vulnerabilità di persona malata e mai abbandonato all'angoscia e al dolore". "Li ringrazio e li porto tutti nel cuore, perché con la loro opera instancabile si prodigano per salvare quante più vite possibili, impresa tanto più difficile in questo tempo flagellato dalla pandemia. Non mancheranno nelle mie preghiere. Porto con me nel ricordo e nella preghiera anche tutti i ricoverati che ancora sono nel momento della prova. Vi lascio con un'esortazione di conforto: restiamo uniti nella speranza e nell'amore di Dio, il Signore non ci abbandona mai e, nella sofferenza, ci tiene tra le Sue braccia". "La mia convalescenza prosegue ora al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma: continuo a raccomandare a tutti di proseguire nella preghiera per quanti soffrono e vivono situazioni di pena. Affido tutti alla Madre di Dio, Maria, perché interceda per i suoi figli".