Covid, il nuovo bollettino della regione Veneto

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coronavirus aumento contagi veneto
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Il bollettino emesso dalla regione Veneto nella giornata di venerdì 7 agosto registra un forte aumento dei contagi da coronavirus: nel giro di 24 ore il numero dei casi è salito a 183, per un totale di 20.535 dall’inizio della pandemia. Si rileva un nuovo decesso, ma la situazione rimane stabile nelle terapie intensive. Zaia invita al tampone i veneti che tornano dalla vacanze all’estero con i sintomi del virus.

Coronavirus Veneto, ennesimo aumento dei contagi

Nella giornata di venerdì 7 agosto la Regione Veneto ha reso noto il bollettino relativo all’aumento dei casi di coronavirus: nelle ultime 24 ore, sono 183 i nuovi positivi , che portano al computo complessivo di 20.535 casi dall’inizio della pandemia.

In forte aumento il numero dei casi in isolamento: 5212, di cui 1.141 riscontrati nella giornata di giovedì 6 agosto. Nonostante la situazione rimanga stabile nelle terapie intensive (9 ricoverati non gravi), si registra un nuovo decesso (ora 2.048).

Il monito di Zaia

Il governatore del veneto Luca Zaia commenta i dati senza allarmismi: “I morti dall’inizio pandemia sono 2078 (1803 registrati il 18 maggio). Cosa significano questi dati? I focolai sono sotto controllo, sappiamo che abbiamo il nuovo fenomeno dei positivi asintomatici, nel focolaio di Treviso ad esempio la quasi totalità è asintomatica“.

Il presidente del Veneto poi focaliizza l’attenzione sulla questione del nuovo fenomeno dei casi importati da veneti in vacanza: Noi abbiamo un virus di ritorno che esiste e viene portato da fuori, vengono testati anche i grandi bus. Abbiamo riscontrato più casi da Spagna, Malta, Perù, dalla Croazia (8 ragazzi dall’isola di Pag), da Corfù: quindi diciamo che le vacanze sono un elemento di rischio e non per fare campagna contro i competitor. Se si decide di andare all’estero occorre stare attenti. Consigli per chi rientra dalle ferie in un Paese straniero? Fare il tampone a tutti quelli che rientrano dall’estero è meglio di no, ma se un cittadino ha sintomi allora è giusto che lo faccia“.