Covid, il nuovo Decreto del Governo Conte per l'economia italiana

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cosa prevede decreto agosto
cosa prevede decreto agosto

Giovedì 6 potrebbe essere il giorno giusto per l’approvazione del Decreto Agosto, il tanto atteso provvedimento del Governo Conte per rilanciare i consumi in Italia dopo la grave crisi causata dal Covid. Ma sono tanti i temi al vaglio dei ministri del Bel Paese. Che devono fare i conti con il fuoco incrociato: da una parte le associazioni di categoria che tutelano interessi dei datori di lavoro e degli industriali, dall’altra i sindacati che minacciano imponenti scioperi. Il motivo? La volontà, di alcuni, di rimuovere lo stop ai licenziamenti. L’idea iniziale era quella di una proroga fino a fine anno, ma anche all’interno della maggioranza (Italia Viva) c’è chi si dice poco concorde con questa misura.

Cosa prevede il Decreto Agosto

Lavoro, scuola, enti locali, fisco e rilancio dell’economia. Il Decreto Agosto si compone di ben 91 articoli. Nel lungo elenco di misure anche le norme per il sostegno alla domanda e l’ipotesi di un nuovo contributo a fondo perduto per le attività economiche nei centri storici. Cosa prevede il Decreto Agosto? Vengono stanziati oltre 480 milioni aggiuntivi e si consente alle Regioni di aumentare dell’1% i limiti di spesa. Sarà possibile aumentare il compenso straordinario per dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e delle professioni sanitarie, reclutare nuovo personale a tempo determinato e aumentare il monte ore dell’assistenza specialistica in convenzione.

Rinvio scadenze fiscali

Tra le buone notizie contenute nel Decreto Agosto c’è, per i cittadini italiani, un nuovo slittamento delle scadenze fiscali: si segnala lo stop al pagamento delle cartelle dell’Agenzia della riscossione, previsto al momento fino alla fine di agosto, prolungato adesso al 15 ottobre. Viene prorogato per tutto il 2020 l’esonero dal versamento sia della Tosap che della Cosap, le imposte comunali a carico di ristoranti, bar e ambulanti per l’occupazione del suolo pubblico. I mancati incassi da parte degli Enti Locali saranno naturalmente compensati dallo Stato. Quest’ultimo, grazie al Decreto Agosto, incrementa la dotazione del fondo per gli enti locali di 1.470 milioni di euro per l’anno 2020.

Stop alla seconda rata dell’Imu per le strutture ricettive, dagli alberghi ai campeggi e b&b, gli stabilimenti balneari (ma anche su laghi e fiumi). Con il Decreto Agosto questa misura viene estesa anche alle fiere e a cinema e teatri, a patto che i proprietari siano anche i gestori delle attività. Per cinema e teatri lo stop sarà esteso anche all’imposta dovuta per il 2021 e il 2022.

Decreto Agosto e bonus ristorante

Nel Decreto Agosto si parla anche di bonus ristorante che dovrebbe riguardare non solo i pagamenti tracciabili (dunque con Pos) ma anche quelli coi contanti. Viene previsto, secondo quanto stabilito dal Governo Conte, un rimborso al cliente del 20% del conto, con un tetto massimo da definire, per i pasti consumati tra settembre e novembre. Direttamente ai ristoratori, invece, andrà un contributo a fondo perduto per l’acquisto di prodotti italiani.

Un altro contributo a fondo perduto andrà ai commercianti che hanno il loro negozio nei centri storici delle città capoluogo che hanno sofferto la mancanza di turisti stranieri. Per mobilio e abbigliamento, invece, probabilmente non ci sarà il bonus.

Come cambia la cassa integrazione

Con il Decreto Agosto, infine, cambia anche la cassa integrazione. Diventa selettiva, ovvero la seconda tranche di nove settimane di cassa verrà concessa solo alle aziende che hanno già esaurito la prima tranche, sempre di nove settimane. Ma dovranno pagare un contributo aggiuntivo legato all’andamento del fatturato nel primo semestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2020.

Se non ci sono stati cali di fatturato, il contributo aggiuntivo sarà pari al 18% della retribuzione del lavoratore in cassa. In caso di calo del fatturato fino al 20%, il contributo scende al 9%. In caso di calo superiore al 20%, il contributo aggiuntivo viene azzerato. Contributo zero per le aziende nate dal 2019 in poi.