Covid, il parroco: "Vecchi infagottati in bare, frutto di cultura scarto"

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Duro j’accuse di un parroco durante l’omelia nella messa di Natale. Don Giordano Goccini, parroco di Novellara, centro della provincia di Reggio Emilia, ha messo in guardia i fedeli sugli effetti della cultura dello scarto. Sperimentati in tutta la loro drammaticità nella pandemia. "Un altro virus e’ circolato nel nostro tempo e ci ha contagiato tutti. Un virus anche questo mutante, in evoluzione, con tante forme e una sola radice: l’egoismo. Un virus che si è radicato anche in noi cristiani che ci siamo adagiati a considerare leciti tutti i nostri interessi, ad accettare che una buona fetta di umanità sia uno scarto", la denuncia.

"La pandemia - ha osservato don Goccini -ci ha svelato quanto questo stile di vita sua disumano. Lo dico con dolore: vedere morire persone col conto straripante di soldi e nessuna mano che le accompagni nel trapasso è disumano. Abbiamo visto nel nostro Paese, anzi non li abbiamo proprio visti i nostri vecchi se non già infagottati, impacchettati in una bara, e lo abbiamo accettato come una disgrazia. No, non è una disgrazia, è un frutto della logica con cui noi abbiamo accettato di vivere. Per cui chi non produce è fuori gioco. La pandemia ha reso evidente che il nostro stile di vita non ama la vita e continua ad ingannarsi e a cercare vita dove non c’è".