Covid, il presidente del Css Locatelli commenta il contagio tra i giovanissimi

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Si rivolge direttamente ai più giovani il presidente del Consiglio Superiore della Sanità Franco Locatelli, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha fatto il punto della situazione dell’emergenza coronavirus nel nostro Paese, con riferimento al recente innalzamento dell’indice di contagio Rt in sei regioni italiane. A tal proposito, Locatelli ha infatti affermato: “Il ruolo dei servizi territoriali è cruciale perché il veloce tracciamento dei casi permette di contenere i focolai”.

Coronavirus, Locatelli si rivolge ai giovani

Rivolgendosi alla fascia di popolazione più giovane, cioè quella che meno rischia di sviluppare complicazioni in seguito al coronavirus, il professor Locatelli ha affermato: “Il coronavirus continua a far male, ma la situazione è sotto controllo. Ai giovani dico: divertitevi da responsabili. Non scambiate bicchieri, no assembramenti, indossate le mascherine dove serve, quando attorno c’è troppa gente ammassata. Fatelo per voi stessi, per gli altri e in memoria di 35.000 morti. Aiutateci a impedire al virus di ripartire”.

Locatelli ha infatti spiegato come i giovani siano meno soggetti ad aggravamenti del quadro clinico una volta contagiati dal coronavirus, pur rimanendo tuttavia il forte rischio che questi ultimi possano infettare persone più anziane con un debole sistema immunitario: “Sono dotati di immunità naturale più efficiente, hanno la capacità di sviluppare velocemente anticorpi contro organismi nuovi e in più nel loro sistema respiratorio sono espresse in minore misura rispetto agli adulti le molecole ACE 2, vale a dire i recettori che permettono al virus di attaccare le cellule. I due terzi dei giovani contagiati sono asintomatici o con sintomi lievi. Possono però infettare gli adulti”.

L’aumento dell’indice Rt

In merito alla crescita dell’indice di contagio Rt in diverse regioni italiane, il presidente del Css ha ribadito come fosse uno scenario ampiamente previsto: “L’aumento dell’Rt non era inatteso, si sapeva che i valori si sarebbero incrementati. Ed era prevedibile che la curva non sarebbe scesa subito. È importante che si sia stabilizzata considerando la ripresa di tante attività”.

Locatelli ha infine affermato come l’Italia si stia a tal proposito comportando meglio di molti altri paesi europei, facendo riferimento al caso della Catalogna: Guardiamo cosa sta succedendo a Barcellona, colpita da 700 contagi. Una città più piccola di Roma e meno complicata dal punto di vista della densità abitativa. L’auspicio era di trovarci a metà luglio con un maggiore riduzione di casi e di essere promossi con voti alti. La piena sufficienza soddisfa”. Anche perché “non è meno aggressivo. È vero, vediamo sempre meno malati gravi, ma dal 29 giugno al 12 luglio su 2.762 positivi ne sono morti 14. Dunque Sars-CoV-2 non ha perso vigore, continua a far male. Riusciamo, questo sì, a identificare prima i contagi”.