Covid, il racconto del figlio di un'operatrice sanitaria sui social

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coronavirus figlio infermiera
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La storia di Luis, figlio di un’infermiera che ormai lavora da ormai 42 anni è uno di quei racconti che ci fanno riflettere, ma anche stupire. Stupire perché il figlio parla di una madre coraggiosa lavora ormai quasi senza sosta da 42 anni come infermiera con uno stipendio di poco più di 1.500 euro che a sua volta non vede sua madre da mesi. Riflettere perché una delle prime cose che siamo portati a pensare e se effettivamente possiamo discutere di “dittatura sanitaria”, dopo la testimonianza del figlio che mostra l’immagine di una madre che guarda in faccia il Coronavirus tutti i giorni.

Coronavirus, il racconto del figlio di un’infermiera

Chiamata di mia madre:
– che fai?
– una pausa dopo aver seminato. Tu?
– in ambulanza, abbiamo portato tre casi Covid da malattie infettive a casa, da un ospedale a un altro e da una rianimazione all’altra.
– capito. E poi che fai?
– ora stiamo sanificando e andiamo a prendere il quarto.
– e poi che fai?
– un altro tampone. Di’ alle tue sorelle di restare a Lipari con te finché non ho risultati del tampone.
– sì ciao, stai attenta.

In inizia così il post di Luis che racconta una delle “probabilmente” molte telefonate tra madre e figlio. Una madre che affronta il Coronavirus ogni giorno trasportando in ambulanza da un ospedale all’altro, da una struttura all’altra tantissimi pazienti. Almeno in apparenza potrebbe essere un’infermiera come un’altra invece di questa donna ci viene raccontato che da oltre 42 anni lavora instancabilmente aiutando il prossimo, spesso facendo dei veri e propri miracoli, proprio come ci viene raccontato nella seconda parte del post diffuso sui social.

“Mia madre fa l’infermiera 118 in Calabria; sorella figlia zia cugina nipote di medici, vedova di un anestesista, credo sia una delle infermiere migliori che il sistema sanitario nazionale possa vantare. Nel suo ambiente è famosa per essere in grado di prendere vene in condizioni assurde e per aver fatto partorire delle donne a bordo strada in piena montagna, lontano dall’ospedale, perché gli ospedali fuori dalle città si è deciso che non servono più. Mia madre guadagna poco più di 1500 euro al mese, lavora da 42 anni e non vede sua madre, che è mia nonna, 95 anni, dallo scorso marzo. Ora parliamo di “dittatura sanitaria”.