Covid, il vaccino di Pfizer è stabile anche in siringhe monodose

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Milano, 20 lug. (Adnkronos Salute) – Il vaccino anti-Covid a mRna Comirnaty* di Pfizer/BioNTech è stabile anche in siringhe monodose, e non solamente in fiale multidose che richiedono condizioni di conservazione e trasporto molto precise per non perdere efficacia. Lo ha dimostrato uno studio dell'università Statale di Milano, pubblicato su 'Pharmaceutics'. Il lavoro, possibile grazie alla collaborazione della Regione Lombardia che ha concesso l'utilizzo del 'left-overs' (l'avanzo) di vaccino non somministrabile – sottolineano dall'ateneo meneghino – è firmato dal gruppo di Paola Minghetti del Dipartimento di Scienze farmaceutiche, in collaborazione con Loris Rizzello e Patrizia Procacci del Dipartimento di Scienze biomediche per la salute.

I risultati dei test, spiega Minghetti, hanno dimostrato "la stabilità del vaccino in siringhe monodose, che possono quindi essere preparate in sicurezza nelle farmacie – assicura l'esperta – prima di essere distribuite al personale che effettuerà la somministrazione anche a domicilio del paziente".

L'intensa collaborazione tra comunità scientifica, agenzie regolatorie e industria farmaceutica – ricorda una nota di UniMi – ha reso disponibile contro Covid-19 ben 4 vaccini in meno di un anno dall'inizio delle sperimentazioni. Questo straordinario sforzo ha permesso di avviare il 27 dicembre 2020 una campagna vaccinale senza precedenti in tutta Europa, facendo ben sperare sulla risoluzione della situazione pandemica, ma mettendo a dura prova la logistica e l'organizzazione dei sistemi sanitari nazionali. I nuovi vaccini mRna, infatti, richiedono condizioni di conservazione e trasporto a temperature molto più basse di quelle usuali. Dopo lo scongelamento dei flaconi, inoltre, tutte le dosi devono essere predisposte e somministrate in un breve lasso di tempo (6 ore) dalla prima perforazione del flacone.

Per supportare il personale sanitario impiegato nella gestione e nell'allestimento dei vaccini, Minghetti, Rizzello, Procacci e colleghi si sono attivati fin dall'avvio della campagna vaccinale per studiare la stabilità del vaccino Pfizer in siringhe pre-allestite, verificando l'impatto dei materiali, delle condizioni di conservazione (2-8°C, 25°C) e di trasporto delle stesse (30 km). La possibilità di pre-allestire le dosi di vaccino in siringhe monodose, osservano gli autori, risulta "di fondamentale importanza per facilitare il lavoro degli operatori sanitari all'interno degli hub vaccinali e di quelli impegnati sul territorio, come i medici medicina generale e i farmacisti".

"I risultati ottenuti – precisa Minghetti – hanno permesso di dimostrare che, nelle condizioni di uso oggetto di studio, le nanoparticelle lipidiche non subiscono significative variazioni in numero e dimensioni e che l'Rna messaggero rimane integro. In altre parole, la mancanza di segni di aggregazione delle nanoparticelle e/o degradazione dell'mRna hanno dimostrato la stabilità del vaccino in siringhe monodose". Quanto emerso dallo studio – conclude la nota – contribuisce anche a fornire informazioni sulla stabilità di questo innovativo sistema di drug-delivery, di cui la comunità scientifica ha già iniziato a studiare future applicazioni terapeutiche.

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