Donald Trump lascia l'ospedale: "Non abbiate paura del Covid". Ma intorno a lui il contagio si allarga

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
·7 minuto per la lettura
(Photo: The White House via Getty Images)
(Photo: The White House via Getty Images)

Donald Trump lascerà l’ospedale alle 18,30 ora locale, mezzanotte e mezza in Italia. Lo ha scritto su Twitter lo stesso presidente, in un messaggio che è un compendio dello stile Trump: “Mi sento molto bene! Non siate impauriti dal Covid. Non lasciate che domini le vostre vite. Abbiamo sviluppato sotto l’amministrazione Trump alcuni ottimi farmaci e ottime competenze. Mi sento meglio di 20 anni fa!”. Chi si aspettava un cambiamento di narrazione resterà deluso, la malattia non ha scalfito la tempra dell’uomo che alla Casa Bianca vuole restarci per altri quattro anni.

Il presidente Trump rispetta tutti gli standard di salute “perché possa essere dimesso in sicurezza” dall’ospedale militare Walter Reed. Lo ha detto il suo medico ,Sean Conley, confermando che Trump sarà dimesso e segnalando che non ha problemi respiratori collegati al coronavirus che ha contratto. Il team medico ha però spiegato che Trump non è ancora fuori pericolo.

La notizia delle dimissioni arriva mentre prosegue l’effetto domino del coronavirus sul Trumpworld. L’ultima positiva illustre è Kayleigh McEnany, portavoce della Casa Bianca. Lo ha comunicato lei stessa, aggiungendo di non avere sintomi e di essere risultata negativa ai precedenti test tra giovedì e ieri, dopo la positività del presidente Donald Trump. La 32enne - positiva insieme ai due vice Chad Gilmartin e Karoline Leavitt - si aggiunge alla lista degli infetti tra i contratti stretti del presidente.

I membri, attuali o passati, dell’amministrazione Trump risultati positivi al coronavirus sono: Hope Hicks, la più stretta collaboratrice del presidente, risultata positiva giovedì; Nicholas Luna, uno degli assistenti della Casa Bianca più vicini a Trump; Kellyanne Conway, ex consigliera della Casa Bianca, che ha dichiarato di essere risultata positiva venerdì e di riportare solo lievi sintomi.

I senatori repubblicani Mike Lee, dello Utah, e Thom Tillis, del North Carolina, hanno dichiarato separatamente venerdì di essere risultati positivi ai test. Entrambi sono membri della commissione Giustizia del senato. Sabato, il portavoce del senatore repubblicano del Wisconsin Ron Johnson ha confermato che quest’ultimo aveva contratto il virus ad inizio settimana quando era stato a contatto con un altro infetto.

La presidente del Comitato nazionale repubblicano, Ronna McDaniel, ha ricevuto conferma di essere positiva al coronavirus mercoledì, ha detto alla Cnn il portavoce del Comitato Mike Reed. Il responsabile della campagna elettorale di Trum Bill Stepien “soffre di lievi sintomi simil-influenzali” ed è risultato positivo nella serata di venerdì, ha confermato alla Cnn un funzionario dell’amministrazione.

Chris Christie, l’ex governatore del New Jersey che ha aiutato Trump a prepararsi per il primo dibattito presidenziale della scorsa settimana e che ha partecipato alla nomina del giudice della Corte Suprema, ha detto di essere risultato positivo a seguito dei controlli effettuati dopo la diagnosi del presidente.

La first lady Melania è l’unica componente della famiglia ad essere risultata positiva oltre a Trump. Mentre il presidente è stato ricoverato al Walter Reed Medical Center, la first lady è rimasta alla Casa Bianca riportando “lievi sintomi”. Oggi ha condiviso un messaggio su Twitter: “La mia famiglia è grata per tutte le preghiere e il sostegno! Mi sento bene e continuerò a riposare a casa. Grazie allo staff medico e di cure ovunque, le mie continue preghiere vanno a coloro che sono malati o hanno familiari colpiti dal virus”.

Ed è sempre su Twitter che il presidente, in attesa della luce verde alle dimissioni, ha comunicato con i suoi follower e con il Paese fin dalle prime ore di questa mattina. “Il più grande taglio delle tasse di sempre e un altro in arrivo. Vota!”. “Legge e ordine. Vota!”. “Le forze armate più forti di sempre! Vota!”. Dopo l’incoraggiante bollettino medico di ieri, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di buon mattino, ha sparato una salva di secchi tweet nei quali elenca i risultati della sua amministrazione e il programma per i prossimi quattro anni. Tweet di poche parole, tutte in maiuscolo, seguite dal punto esclamativo e l’esortazione a votare. “Lotta ai corrotti media delle notizie false! Vota!”, recitano i tweet, pubblicati a distanza di un minuto l’uno dall’altro, “Space Force! Vota!”; “Pro life! Vota!”; “Libertà religiosa”! Vota!”; “Sanità migliore e più economica! Vota!”; “Record dei mercati azionari! Vota!”.

Nella raffica di tweet, il più articolato è quello in cui invita i cittadini a votarlo per “salvare il nostro Secondo emendamento” alla Costituzione, ovvero il diritto di portare armi. Rispetto agli altri cinguettii, il tweet è più lungo, scritto in minuscolo e rivolto agli elettori della Virginia, Stato governato dai Democratici che lo scorso aprile ha modificato in senso restrittivo la legge sulla detenzione di armi. Il governatore, Ralph Northam, aveva così mantenuto la promessa fatta agli elettori prima delle elezioni alla Camera e al Senato locali, conquistate entrambe dal partito dell’Asinello. Un vero e proprio affronto per l’Nra, la potente lobby delle armi statunitense, che proprio in Virginia, a Fairfax, ha il suo quartier generale. Nei giorni successivi alla firma della normativa, Trump attaccò duramente Northam, arrivando a dire che “dovrebbe essere sotto assedio”. “Elettori della Virginia! Il vostro governatore vuole cancellare il vostro Secondo Emendamento”, scrive adesso Trump su Twitter, “l’ho fermato. Sono l’unica cosa che sta tra voi e il vostro Secondo Emendamento. Stiamo lavorando duro in Virginia. E’ IN CORSO. Meglio che votiate per il vostro presidente preferito, altrimenti dovrete dire addio alle tasse basse e al diritto di portare armi”.

Mai come in questi giorni di malattia il presidente ha fatto di Twitter l’unico palcoscenico cui guardare per sapere cosa succede al commander-in-chief. Mentre i siti dei principali giornali americani sono pieni di retroscena e di editoriali – in quale esatto momento il presidente ha saputo della diagnosi? Il giro a salutare i fan fuori dall’ospedale è stato un gesto da irresponsabili? - per rispondere alla domanda che tutti si fanno – ossia: ma come sta, davvero, Donald Trump? – non resta che pendere dal suo ‘feed’ in attesa di un nuovo cinguettio. Su un punto non ci sono dubbi: anche la malattia la sta vivendo a modo suo, senza intermediazioni, come piace alla sua ‘base’.

Stupisce solo fino a un certo punto il fatto che molti suoi fan non riescano a credere che The Donald - il messia del MAGA (Make America Great Again) - possa essersi ammalato come un comune mortale. Lo dimostra lo tsunami delle teorie del complotto che ha invaso i social network nel weekend, mentre gli internauti si sono precipitati a riempire il vuoto creato da una serie di dichiarazioni confuse e fuorvianti dei funzionari della Casa Bianca e dei medici di Trump al Walter Reed. Vice ha fatto una sintesi delle teorie più diffuse: “La squadra della campagna di Joe Biden si sta coordinando con il dissidente russo Alexei Navalny per assassinare il presidente Donald Trump”. “Trump ha utilizzato un doppio corpo negli ultimi giorni per nascondere la gravità dei suoi sintomi”. “Trump è stato visto usare una bombola d’ossigeno giorni prima di essere risultato positivo al coronavirus”. La completa mancanza di chiarezza sulla tempistica dell’infezione di Trump e la gravità dei suoi sintomi ha portato a gruppi deliranti come QAnon a pubblicare affermazioni sempre più stravaganti, scrive Vice.

Ma la mancanza di notizie chiare e ufficiali ha anche visto intervenire persone provenienti da tutto lo spettro politico, tra cui un’ex candidata repubblicana al Congresso - DeAnna Lorraine – che è arrivata a ipotizzare un tentativo di omicidio da parte della Cina, e il regista di documentari Michael Moore che sostiene la teoria che Trump stia solo fingendo per aumentare le sue probabilità di rielezione.

A poche ore dall’annuncio del risultato positivo del test da parte di Trump, nelle prime ore di venerdì mattina, i seguaci di QAnon affermavano che l’intera faccenda era solo uno stratagemma, parte di un piano per proteggere il presidente dagli attori del ‘deep State’. Una delle tesi preferite dai cospirazionisti è che il virus sia stato portato nella Casa Bianca per cercare di uccidere il presidente. Nella galleria dei fantomatici mandanti troviamo fianco a fianco la speaker della Camera della Camera Nancy Pelosi, l’oppositore russo Alexei Navalny, i vertici del Partito comunista cinese e ovviamente Joe Biden. In chaos we trust, tanto più in tempo di pandemia.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.