Covid, in Veneto la quarantena torna ad essere di 14 giorni

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Luca Zaia, presidente della regione Veneto (Photo by Roberto Silvino/NurPhoto via Getty Images)
Luca Zaia, presidente della regione Veneto (Photo by Roberto Silvino/NurPhoto via Getty Images)

La Giunta regionale del Veneto ha approvato ieri, 18 marzo, il piano di revisione di sanità pubblica e l'aggiornamento del piano vaccinazioni.

La quarantena di 14 giorni

Il tempo previsto per la quarantena passa da 10 a 14 giorni. Questa sarà obbligatoria per i contatti "stretti" (coloro, cioè, che passano la maggior parte del tempo con chi risulta positivo, quindi conviventi ma anche colleghi di lavoro), mentre verrà valutata di volta in volta la necessità dell'isolamento per i contatti "occasionali" (persone incontrate nelle ultime due settimane).

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Il nuovo piano vaccinale

Per quanto riguarda il nuovo piano vaccinale, come ha spiegato l'assessore regionale Lanzarin, si è pensato ad "un cambio di strategia: non entrano più i servizi essenziali ma le persone superfragili e la classe di età, dalle più alte alle più basse". Tra i superfragili compaiono in primis i pazienti oncologici, chi ha subito trapianti di organi, i soggetti con fibrosi cistica, i talassemici e tutte le persone a rischio menzionate nelle tabelle approvate. 

"Gli over 80 - ha precisato il dottor Luciano Flor, Direttore Generale della Sanità della Regione Veneto - vengono chiamati per classe di età, non tutti assieme. Gli anziani verranno chiamati, in base al numero di vaccini disponibili, non devono muoversi loro. La maggior parte è stata vaccinata con Pfizer e Moderna, anche alcuni con Astrazeneca, tranne i vulnerabili che hanno avuto solo Pfizer o Moderna. Le quantità oggi disponibili di Pfizer e Moderna vengono usate soprattutto per i richiami, cioè per le seconde dosi. Attualmente ogni giorno vengono fatte 4.500 prime dosi. Dalla prima settimana di aprile arrivano 120.000 dosi di Pfizer. Le persone nelle liste fragili e fragilissimi vengono vaccinate nelle sedi dove sono in cura o dove passano la maggior parte delle loro giornate. Neanche loro devono chiamare, verranno contattate dalle Uls di riferimento".

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