Covid: indagine Oms inconcludente, la Cina ne chiede una in Usa

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Covid: indagine Oms inconcludente, la Cina ne chiede una in Usa
Covid: indagine Oms inconcludente, la Cina ne chiede una in Usa

Roma, 10 feb. (askanews) – Forse non è proprio una “farsa” come accusano i parenti delle prime presunte vittime cinesi, ma certo l’indagine del team di esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sull’origine del coronavirus in Cina si è conclusa per ora con un nulla di fatto: come era da aspettarsi dato che è iniziata a un anno esatto dai primi casi resi noti da Pechino, un tempo durante il quale qualsiasi prova può essere agevolmente eliminata.

Così, oggi la Cina ha rilanciato, e per bocca del portavoce del suo ministero degli Esteri ha chiesto che gli Stati Uniti autorizzino una missione dell’Oms sul loro territorio: un salto di qualità nelle teorie sempre più complottiste alimentate dei media cinesi, che stanno cercando di inculcare nella popolazione locale e non solo l’idea che il virus avrebbe avuto origine altrove, in particolare in Italia o negli Stati Uniti: “Speriamo che gli Stati Uniti, come la Cina, adotteranno un atteggiamento aperto e trasparente e inviteranno gli esperti dell’Oms a effettuare ricerche e studi negli Stati Uniti”.

In realtà, gli esperti dell’Oms – pesantemente criticata dall’inizio della crisi per la vicinanza dei suoi vertici alle versioni ufficiali molto reticenti fornite dal regime di Pechino – pur non avendo potuto trovare a distanza di un anno alcuna prova, hanno avanzato delle ipotesi. Hanno scartato come “estremamente improbabile” l’ipotesi di una fuga del virus dal segretissimo Istituto di Virologia di Wuhan, appena 18 chilometri dal famoso mercato di Huanan, dove si studiava proprio la trasmissione del coronavirus dai pipistrelli agli esseri umani. Dopo una visita di appena un giorno presso l’Istituto, Peter Ben Embarek, esperto di sicurezza alimentare e malattie degli animali del team Oms, ha dichiarato che questa pista non meriterebbe di essere approfondita.

Ma malgrado gli sforzi del regime di Pechino, lo stesso Embarek ha indicato come tutto punti al fatto che il virus abbia avuto origine in Cina:

“Al mercato si vendono prodotti come animali selvatici congelati. Dunque se mettiamo insieme questi elementi, questo appare interessante, è un’ipotesi che vale la pena di esplorare in modo più approfondito: ad esempio se c’è la possibilità che animali selvatici congelati possano essere stati contaminati altrove e possano essere stati introdotti nel mercato in un momento successivo. Questo andrebbe approfondito, per ora non lo sappiamo: vedremo”.

Secondo Peter Daszak, un altro zoologo membro del team dell’Oms di ritorno da Wuhan, alcune delle carcasse congelate vendute nel mercato provenivano da zone della Cina in cui è nota la presenza di coronavirus in animali selvatici della stessa specie.