Covid India, emergenza crematori: pire anche in parchi e parcheggi

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India travolta dal Covid e alle prese con la variante indiana del coronavirus. A Nuova Delhi, dove solamente ieri sono morte per Covid 380 persone, i crematori non riescono a reggere ai ritmi dell'emergenza, anche se gli orari di lavoro sono stati estesi dall'alba alla mezzanotte, scrive la Bbc. I familiari delle vittime vengono coinvolti nella costruzione dei falò e comunque sono costretti ad aspettare ore per il funerale. Per costruire nuove pire, vengono tagliati gli alberi dei parchi della città. Al crematorio di Sarai Kale Khan sono state costruite 70 nuove pire e decine di altre sono state allestite nello spazio verde vicino. Al crematorio di Ghazipur è stato preso anche lo spazio di un vicino parcheggio.

Il bilancio è sempre più grave. Negli ospedali manca l'ossigeno, mancano i posti letto nelle unità di terapia intensiva e scarseggiano i medicinali salvavita.

Il numero dei morti per Covid in India potrebbe essere ancora più alto di quello già elevato - 2.771 morti solo nelle ultime 24 ore - registrato dalle autorità. Il doppio, come minimo, forse anche di cinque volte superiore, indica Bhramar Mukherjee, professore di biostatistica ed epidemiologia all'Università del Michigan. "Tutti i modelli che abbiamo usato, indicano che il numero reale delle vittime potrebbe essere da due a cinque quello denunciato", ha affermato in un'intervista al New York Times.

Un'inchiesta condotta dai giornalisti dell'emittente Ndtv che si sono recati in diversi uffici del comune e in sette centri per la cremazione segnala che, in soli sei giorni, almeno 1.150 decessi non sono stati inclusi nel bilancio della città di Nuova Delhi. Fra il 18 e il 24 aprile, sono stati cremati, nei 26 centri di cremazione di cui dispone la città, 3.096 corpi, secondo i dati ufficiali del centro di coordinamento. Ma nello stesso periodo il comune ha registrato solo 1.938 morti per Covid. Quindi, non sarebbe stata registrata la morte per Covid di 1.158 persone.

"Se il decesso è avvenuto in ospedale, sappiamo che è per Covid. Se invece è avvenuto a casa, non ne abbiamo la certezza, quindi non precisiamo mai il coronavirus come causa di morte", ha testimoniato Anuj Bansal, dipendente del crematorio di Ghazipur. "Malattia, malattia, malattia", è tutto quello che registriamo, conferma un suo collega, Suresh Bhai, di un crematorio di Ahmenabad. La ragione? Così gli è stato detto di fare dai suoi capi.