Covid, infermiera della foto simbolo: "Paura di tornare come a marzo"

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

"Ho paura". Elena Pagliarini, infermiera protagonista della foto simbolo dei giorni più difficili dell'emergenza coronavirus ha il timore di dover "riaffrontare di nuovo quello che abbiamo vissuto a marzo". "Ho paura di riammalarmi", confida. "La sola idea mi turba molto, perché negli ospedali abbiamo dato tutto, tutte le nostre forze ed energie, anche se mi sento rassicurata dal fatto che abbiamo accumulato un'esperienza e dovremmo essere più pronti e attrezzati. Per gli italiani mi auguro non si arrivi a un nuovo lockdown, che si pensi anche all'aspetto psicologico ed economico. Sarebbe un dramma".

Elena che esausta dopo un turno infinito al pronto soccorso dell'ospedale di Cremona venne immortalata in uno scatto a testa china sul tavolo, oggi ha fatto il suo turno e domani mattina partirà alla volta di Roma per ricevere l'onorificenza di Cavaliere al merito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 'Toccata e fuga' per poi tornare in corsia. "Tutto grazie alla mia collega che ha cambiato il suo turno col mio. Non voglio pesare troppo su di loro - spiega all'Adnkronos Salute - Io faccio l'infermiera e questo voglio fare per sempre. Il resto è un 'di più' che mi è successo. E l'onorificenza è per me grande motivo di orgoglio, una soddisfazione".

Queste settimane in cui i contagi sono in aumento di nuovo in Italia, dopo un'estate di tregua apparente, sono una tempesta di "emozioni" per lei. Pagliarini ha sperimentato anche la malattia in prima persona, con tutti i timori connessi alla scoperta della positività al coronavirus Sars-CoV-2. "Vivo questi giorni un po' sconfortata dal fatto che Covid è ancora presente e si fa sentire parecchio. Mi turba a livello fisico e psicologico. Spero non si torni indietro. Se mi rassicura il fatto che a Cremona vedo oggi una situazione più controllata rispetto al passato, mi proietto su altri ospedali, mi spaventa il fatto che in altre aree si possa vivere quello che abbiamo vissuto noi".