Covid, Iss: quattro regioni a rischio moderato

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Roma, 8 ott. (askanews) - È in diminuzione l'incidenza settimanale a livello nazionale: 34 per 100.000 abitanti nella settimana 27 settembre-3 ottobre, contro i 39 per 100.000 abitanti della settimana precedente. L'incidenza si trova al di sotto della soglia settimanale di 50 casi ogni 100.000 abitanti che potrebbe consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento ovvero sull'identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti. Sono i dati principali del monitoraggio della cabina di regia Iss-Ministero della Salute sulla sutuazione epidemiologica nel Paese.

Nel periodo 15 - 28 settembre 2021, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,83 (range 0,81 - 0,86), al di sotto della soglia epidemica e stabile rispetto alla settimana precedente. Stabile rimane anche l'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in lieve diminuzione al 4,2% ((rilevazione giornaliera Ministero della Salute. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale diminuisce al 4,9% (07/10/2021).

Sono 4 questa settimana le Regioni e province autonome che risultano classificate a rischio moderato: Basilicata, Umbria, Trento e Bolzano, secondo il DM del 30 Aprile 2020. Le restanti 17 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio basso. In diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (5.903 vs 7.070 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti è in lieve diminuzione (33% vs 34% la scorsa settimana). È in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (47% vs 45%). Resta stabile la percentuale di casi diagnosticata attraverso attività di screening (21% vs 21%). Ribadisce il documento: "Una più elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti. La variante Delta rappresenta la quasi totalità dei casi in Italia. È opportuno realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l'attenzione ed applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l'ulteriore aumento della circolazione virale".

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