Covid Italia, Di Maio: "Accelerazioni su terza dose e vaccini per un Natale aperto"

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"Tutte le accelerazioni che vedrete su terze dosi e misure che possano cautelare rispetto al Natale le adotteremo tutte". Lo detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, al Festival delle Religioni, parlando della situazione coronavirus in Italia. Di Maio ha aggiunto di aver sentito gli interlocutori tedeschi "che sono molto più preoccupati di noi perché hanno dati più preoccupanti". "Noi ce la metteremo tutta - ha sottolineato intervenendo nel dialogo con Paolo Mieli sulle prospettive di pace in Medio Oriente - per costruire un Paese che in quel periodo possa restare aperto, perché il punto fondamentale è che l'alternativa a Green pass e vaccini è chiudere e noi non vogliamo arrivare a questo".

"Bisogna seguire quello che dice la comunità scientifica - ha rimarcato - che ora ci dice di fare le terze dosi e andare avanti con le vaccinazioni". "Non possiamo lasciare il Paese agli antiscienza - ha scandito - Il 93% delle persone in terapia intensiva non sono vaccinate e quindi dobbiamo fare ancora uno sforzo in più per portare queste persone a vaccinarsi e immunizzarsi rispetto al virus, altrimenti lasciamo l'Italia in mano a persone contro la scienza e quello che otterremo è che lo pagheremo tutti noi".

EGITTO - Poi sui rapporti con l'Egitto: "Noi nonostante la tragedia Regeni e il caso Zaki sia sul versante Libia che sul versante tensioni tra israeliani e palestinesi dialoghiamo sui temi multilaterali con l'Egitto perché uno di quegli attori che in questo momento ha un'influenza sia sul lato del Medio Oriente che sul Mediterraneo, come la Libia".

"Lo voglio dire chiaramente, purtroppo, ci sono tante differenze valoriali in questo grande Mediterraneo allargato - ha aggiunto Di Maio - ma se noi utilizziamo il tema del cessate il dialogo con questi attori per rivendicare giustamente di affrontare la questione dei diritti, non riusciamo ad affrontare le questioni multilaterali di cui abbiamo bisogno".

LIBIA - "Speriamo, confidiamo e lavoriamo per le elezioni del 24 dicembre in Libia perché con il voto popolare della nuova governance della Libia, delle nuove istituzioni libiche ci permetterà di stabilizzare un Paese che è la porta dell'Europa in Africa" ha detto il ministro degli Esteri, ribadendo che "dobbiamo essere molto vicini ai nostri dirimpettai perché da loro dipende la stabilità dell'Europa, non solo del resto del Mediterraneo". "Non sarà semplice, nulla è semplice - ha continuato Di Maio - anche perché ci dobbiamo fare un esame di coscienza, la Libia 10 anni fa l'abbiamo destabilizzata noi occidentali, in Siria alcune scelte prese le abbiamo prese noi occidentali".

TERRORISMO - "Noi non dobbiamo mai abbassare la guardia, voglio sempre ringraziare le nostre forze dell'ordine, servizi di sicurezza e di intelligence, le nostre prefetture il lavoro che fanno silenzioso nel cercare di prevenire personaggi che si radicalizzano" ha detto Di Maio, sottolineando che si tratta in maggioranza di "cani sciolti, lupi solitari, molti con disturbi mentali, che finiscono per farsi radicalizzare anche solo attraverso video", e lodando il lavoro delle forze dell'ordine italiane che ci evitano "con grande professionalità e lavoro silenzioso il peggio".

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