Covid Italia, Galli: "Ci sarà impennata numero morti"

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Oltre 500 morti per Covid-19 in Italia nella sola giornata del 16 marzo. Un dato mai così alto dal gennaio scorso e ancora destinato a crescere: "Purtroppo nei prossimi giorni si impennerà in modo piuttosto netto", spiega all'Adnkronos Salute Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università Statale di Milano. "Questi sono i morti della nuova ondata. Detto così sembra una pratica burocratica", riflette l'esperto scusandosi per "il cinismo" dei numeri, ma di fatto sintetizza il tragico "trend classico di questa epidemia". La dura legge della pandemia, una curva che si ripete in attesa di una massiccia campagna vaccinale capace di domarla.

"Tutte le volte che si riaccende questa pandemia, con un aumento della diffusione dell'infezione - rileva Galli - abbiamo, nell'ordine: la registrazione di un aumento dei positivi" al coronavirus, "magari inizialmente mediamente più giovani del periodo subito precedente; poi l'aumento delle richieste di ricovero", relative a pazienti che passano dall'essere "mediamente un po' più giovani" al diventare come sempre "più anziani in prevalenza, e poi si inizia ad avere l'incremento dei morti. Malati che ci mettono un po' di giorni per morire, perché spesso combattono molto e noi molto combattiamo per tenerli vivi". E così alla fine, "quando si comincia ad avere un certo numero di persone per le quali è stato fatto il possibile, ma quel possibile è stato insufficiente, ecco che si impenna il numero dei morti". Un dato che "si impennerà purtroppo nei prossimi giorni - avverte l'esperto - in una maniera abbastanza netta".

"Di che portata sarà l'aumento" dei decessi al quale assisteremo nei prossimi giorni di questa terza ondata di Covid-19 in Italia, prosegue l'infettivologo, "si dovrà vedere". Ma presumibilmente avverrà come in passato "in proporzione ai ricoveri e al fattore tempo. Se si guarda alla precedente ondata, e si fa una proporzione tra il dato dei ricoveri che salivano e i morti che aumentavano con una sfasatura di qualche giorno, si potrebbe forse fare qualche previsione" che Galli proprio non si sente di azzardare.

Quello dei morti non è sicuramente un numero sul quale esercitarsi in matematica. Certo è che "la percentuale della letalità più o meno è sempre quella - osserva il medico - Anzi ci sono un paio di allarmanti lavori che avrei preferito non vedere, ma che non posso ignorare, sulla possibile maggiore letalità della variante inglese" di Sars-CoV-2 "ormai prevalente anche nel nostro Paese. "In tutto questo periodo abbiamo sostenuto e ritenuto il contrario - riconosce Galli - però c'è qualche elemento che purtroppo porta in quella direzione". E' vero che "in più c'è anche il fatto che nel tempo abbiamo raffinato alcune cure". Ma la legge della pandemia sembra destinata per ora a ripetersi: "Ci sarà probabilmente nei prossimi giorni, in relazione all'aumento dei ricoveri che abbiamo avuto, anche un aumento del numero assoluto dei decessi".