Covid Italia, l'allarme: "Situazione ospedali è drammatica"

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Negli ospedali italiani travolti dalla seconda ondata di Covid-19 "la situazione è drammatica. C'è un sovraccarico di richieste di prestazioni, principalmente a livello dei servizi di emergenza e di pronto soccorso" dove ci sono malati "che stiamo ventilando addirittura nei corridoi o negli ambulatori dedicati alle visite", e dove spesso mancano gli spazi costringendo il poco personale a "visitare all'interno delle ambulanze" o "all'interno delle automobili. Addirittura gli mettiamo le bombole di ossigeno fuori col tubicino che passa dal finestrino". E' il quadro descritto da Salvatore Manca, presidente Simeu (Società italiana della medicina di emergenza-urgenza), ospite del programma 'L'imprenditore e gli altri' su Cusano Italia Tv.

"Tutto questo - ha spiegato - è legato a una cattiva programmazione che è stata fatta a livello sanitario. Era prevedibile questa seconda ondata della pandemia", eppure "a livello regionale forse si è rimasti un po' troppo fermi. Nel Dl Rilancio di giugno si invitavano le Regioni a potenziare i servizi di emergenza e urgenza e invece non è stato fatto assolutamente nulla: le strutture sono rimaste le stesse del periodo pre-Covid - rileva Manca - così come le dotazioni organiche che anzi sono anche peggiorate, perché molti sanitari sono stati contagiati e sono rimasti in quarantena. A questo si è sommato il fatto che sono aumentati considerevolmente i pazienti sintomatici non da terapia intensiva e non è stato programmato adeguatamente il numero dei posti letto Covid. Per questo c'è un grande sovraccarico nei pronto soccorso".

"Bisognava predisporre degli ospedali dedicati unicamente alla cura dei pazienti Covid, lasciando agli altri ospedali la cura dei pazienti con altre patologie. E' un discorso di programmazione sanitaria - sottolinea il numero uno della Simeu - non ci vuole la scienza per capire che andava fatto questo". Invece ora accade che "al pronto soccorso arrivano pazienti sintomatici che andrebbero poi indirizzati nei reparti Covid, che però non hanno posti letto disponibili e quindi devono stazionare all'interno dei pronto soccorso".

"Fortunatamente abbiamo a disposizione posti letto delle osservazioni brevi intensive e in alcuni ospedali anche delle terapie semi-intensive della medicina d'urgenza - ha proseguito Manca - però questo sta comportando il blocco dell'accesso dei pazienti con altre patologie all'interno dei pronto soccorso. Tutte le nostre forze sono dedicate esclusivamente ai pazienti Covid". Ma con tante difficoltà legate anche a "strutture vecchie" che "non hanno possibilità di differenziare i percorsi", e a un personale "che è quello che è".

"E' una situazione davvero emergenziale per noi", avverte il presidente Simeu. Mentre dall'altra parte "c'è una cattiva organizzazione sul fronte della medicina sul territorio. Sono state istituite le famose Usca", le Unità speciali di continuità assistenziale "che dovrebbero seguire a domicilio i pazienti Covid positivi paucisintomatici", ma "le hanno messe in numero altamente insufficienti". E "hanno messo dei medici che non hanno avuto una formazione professionale per poter gestire questi pazienti quindi le Usca chiamano il 118. Questo è il modello che c'è adesso".

Manca parla anche di sanità privata, sostenendo che "in questo frangente non sta dando nessuna mano alle strutture pubbliche, se non in qualche raro caso. Eppure molte strutture private sono convenzionate, quindi vivono con soldi pubblici". In merito alla chiusura del Paese invocata da più parti, "medici e infermieri stanno chiedendo il lockdown totale perché il sovraccarico sul Servizio sanitario nazionale è così elevato che si ha difficoltà a dare risposte a tutti i pazienti che arrivano in ospedale", commenta il numero uno della società dell'emergenza-urgenza. Infine le infezioni tra gli operatori sanitari: "La situazione del contagio del personale medico è sicuramente meno grave rispetto alla prima ondata quando non c'erano i Dpi, ma adesso i Dpi stanno diventando carenti".