Covid Italia, l'analisi di Rezza e Brusaferro

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La situazione delle nuove infezioni da Covid-19 resta stabile in questo momento, con 14mila nuovi positivi oggi. Ma un numero di decessi che rimane elevato e la situazione non si può ancora definire confortante. Lo ha sottolineato Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, nel suo intervento in conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale Covid-19.

Rezza - "Oggi abbiamo 14mila nuovi positivi, ma un numero di decessi che rimane elevato e questo rappresenta un vero problema. Non possiamo dire che la situazione sia confortante anche se le misure di contenimento prese e i comportamenti prudenti hanno reso stabile l'andamento delle nuove infezioni. Con l'Rt tra 0.8-0.9 significa che possiamo avere una lieve diminuzione, ma non scendere più di tanto. Il tasso di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva è sotto la soglia critica", ha detto, aggiungendo: "L'incidenza dei casi di Covid-19 nel nostro Paese scende leggermente rispetto alla scorsa settimana, ma è ancora elevata, circa 273 casi per 100mila abitanti. Mentre l'Rt è lo stesso della scorsa settimana e si fissa intorno a 0.84. Per quanto riguarda il tasso di occupazione delle terapie intensive siamo intorno al 26%, quindi di poco al di sotto della soglia critica. In alcune regioni si registra però la circolazione di varianti virali, per cui è necessario prendere dei provvedimenti particolarmente restrittivi soprattutto nei Comuni colpiti. Per il resto bisogna continuare a tenere dei comportamenti prudenti".

Per quanto riguarda le varianti del virus "è importante agire prontamente. Le Regioni posso stabilire delle zone rosse dove si identificano la presenza di varianti". "Le Regioni possono - ha precisato Rezzo- anzi devono, in accordo con il ministero, implementare le zone rosse, nei comuni come nelle province, all'interno delle quali applicare un mini lockdown temporaneo".

A questo proposito, "voglio ringraziare le regioni Abruzzo e Umbria che hanno permesso di identificare nel nostro Paese due varianti. La prima identificata è la 'Voc' che è sostanzialmente la variante inglese, caratterizzata da una maggiore trasmissibilità. In provincia di Chieti sono stati fatti molti screening con tamponi ripetuti sulla popolazione e nei Comuni dove è stata identifica la variante. Chieti è molto vicina all'area metropolitana di Pescara e si sta facendo una implementazione delle zone rosse in alcuni dei Comuni colpiti".

In particolare, in Umbria "abbiamo una situazione più complessa nella provincia di Perugia in quanto sembra che ci siano due varianti, quella inglese e la variante brasiliana. Noi abbiamo identificato la presenza di queste varianti e abbiamo immediatamente chiamato la regione Umbria e identificato il cluster ospedaliero in diversi reparti dell'ospedale di Perugia. Sono sotto attenzione e stiamo chiedendo informazioni dettagliate sulle caratteristiche della popolazione colpita. Sono stati inviati 40 campioni all'Iss e la variante brasiliana è stata identificata quasi esclusivamente nei cluster ospedalieri e solo un caso fuori da questo. Gli altri casi era legarti alla variante inglese".

Brusaferro - "Nell'ultimo periodo la curva" dei contagi "si appiattisce, ci troviamo di fronte a una situazione di decremento lentissimo, fondamentalmente una situazione di stabilità", ha affermato Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, nel suo intervento in conferenza stampa , precisando che "in Europa alcuni Paesi hanno un 'rosso' particolarmente scuro, soprattutto nella Penisola iberica dove i casi sono in forte crescita". "L'Italia è stabile come altri Paesi dell'Ue. C'è quindi un decremento in alcuni Paesi e un incremento in altri", ha detto. Brusaferro ha quindi spiegato che "l'età media è sotto i 50 anni, in lieve decrescita. Il 50% è asintomatico".

"Continua il decremento dell'occupazione dei posti letto di terapia intensiva e di area medica, che oggi è sotto la soglia a livello nazionale, anche se non lo è completamente in tutte le Regioni. Questo dato viene confermato nelle proiezioni a 30 giorni, che in quasi tutte le Regioni dà una possibilità di resilienza, cioè una capacità di far fronte a infezioni che si dovessero verificare". "Il profilo di chi viene ricoverato in terapia intensiva è sempre lo stesso", ha aggiunto, pur con "un lieve incremento dell'età mediana che dovremo confermare nelle prossime settimane". Invariate infine le caratteristiche di chi muore, "over 80 con più patologie. La curva dei decessi mostra un decremento - ha precisato Brusaferro - ma piuttosto lieve".