Covid Italia, Salmaso: "Presto per cantare vittoria"

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Sull'emergenza coronavirus in Italia, "penso sia ancora presto per cantare vittoria". Invita alla cautela l'epidemiologa Stefania Salmaso, intervistata oggi dal 'Corriere della Sera'. "L'incidenza settimanale in Italia - spiega - è ancora di circa 100 casi ogni 100mila abitanti, quasi il doppio del livello al quale si ritiene possibile effettuare bene le attività di rintracciamento delle persone entrate in contatto con i positivi e interrompere così le catene di trasmissione". E anche se l'Rt è sceso sotto la soglia di allarme di 1, "il numero dei casi è in diminuzione, ma siamo ancora su valori poco stabili. Lo stesso verdetto ci suggerisce l'indice calcolato in modo differente dall'Associazione italiana di epidemiologia", sottolinea.

L'esperta raccomanda di mantenere prudenza anche nella stagione calda: "In estate si tende a sottovalutare i rischi - avverte - In questi periodi è minore la probabilità di contagi in locali chiusi", ma "evitiamo l'effetto luna di miele". Accade "quando il decremento dell'incidenza ci convince che si possa fare a meno delle cautele e poi invece ci ritroviamo come lo scorso ottobre, alle prese con una nuova ondata. In autunno ci saranno più vaccinati e quindi concediamoci un po' di ottimismo. Tenendo presente però che i giovani non saranno immunizzati", ricorda Salmaso.

Riguardo a chi esprimeva timori per riaperture ritenute affrettate, "non si tratta di allarmismo - precisa l'epidemiologa - ma di essere consapevoli dei rischi. Il pericolo di un nuovo aumento di contagi c'era, poi le contromisure e i comportamenti della maggior parte degli italiani hanno evitato l'inversione di rotta. Abbiamo avuto un picco di incremento di casi tra i bambini, che però è rimasto circoscritto ed è rientrato". La visione di Salmaso è "che sia giusto riaprire progressivamente e in base ai dati. Spero che vengano inseriti nella sorveglianza anche sistemi di monitoraggio dei contesti in cui avvengono i contagi, per poter intervenire in ambiti mirati".

Quanto all'Italia 'a colori', secondo l'esperta "questo sistema non dovrebbe essere visto come uno strumento di controllo delle Regioni. Ognuna dovrebbe essere la prima nel sentirsi responsabile di calcolare tempestivamente i propri indicatori e prendere le contromisure adeguate. Colori e algoritmi sono utili per governare la risposta alla pandemia anche localmente. Quindi le Regioni dovrebbero avere tutto l'interesse affinché i parametri da rispettare siano stringenti".

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