Covid, la fondazione Gimbe interviene sui vaccini Astrazeneca e J&J ai giovani

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astrazeneca giovani
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Continua il dibattito attorno all’opportunità di vaccinare anche i giovani con dosi di AstraZeneca e di Johnson&Johnson, dopo i casi di trombosi registrati in provincia di Genova subito dopo le somministrazioni. Questa volta a intervenire è stata la fondazione Gimbe, che ha definito anacronistico continuare a somministrare tali vaccini agli under 30 quando le indicazioni del ministero della Salute avevano disposto un utilizzo preferenziale per gli over 60. Secondo la fondazione, alle condizioni attuali i rischi per i giovani sarebbero superiori ai potenziali benefici.

Astrazeneca e Johnson&Johnson ai giovani, Gimbe: “Per under 50 i rischi superano i benefici”

Nel commentare l’attuale utilizzo dei vaccini AstraZeneca e J&J sulla popolazione giovanile, il presidente della fondazione Gimbe Nino Cartabellotta ha dichiarato: “In altre parole nel quadro epidemiologico italiano delle ultime tre settimane, nelle persone di età inferiore a 50 anni i rischi dei vaccini a vettore virale superano i benefici. Ed è anacronistico che, a fronte delle indicazioni del ministero della Salute che già dallo scorso 7 aprile raccomandava AstraZeneca “preferenzialmente” per gli over 60, nelle ultime 3 settimane, su un totale di 1.431.813 dosi di vaccini a vettore adenovirale somministrate, il 33,1% (473.578 dosi) siano state somministrate a persone under 50 e l’11% (158.156 dosi) nella fascia 18-29″.

Astrazeneca e Johnson&Johnson ai giovani: “Evitare di compromettere la fiducia nei vaccini”

Cartabellotta ha poi aggiunto: “Se da un lato non bisogna rallentare il ritmo della campagna vaccinale è indispensabile massimizzarne i benefici e minimizzarne i rischi, evitando al contempo di compromettere definitivamente la fiducia per i vaccini a vettore virale (AstraZeneca e Johnson&Johnson)”.

Astrazeneca e Johnson&Johnson ai giovani: “Prediligere i vaccini a mRna”

Nella sua dichiarazione il presidente della fondazione ha ribadito la necessità di riservare alla popolazione anziana i vaccini a vettore adenovirale, lasciando ai giovani quelli a mRna: “Di conseguenza, in questa fase di bassa circolazione virale i vaccini a mRNA dovrebbero essere riservati alle fasce più giovani della popolazione, destinando agli over 50 quelli a vettore adenovirale che mantengono un ottimo profilo rischio-beneficio anche con bassa incidenza dei casi. Da valutare la possibilità di controindicarne l’uso nelle persone più giovani, in particolare negli under 30. Indispensabile, in ogni caso, migliorare l’informazione sul profilo rischi/benefici con un consenso informato più dettagliato per gli under 50 che volessero comunque immunizzarsi con vaccino a vettore virale, i cui eventi avversi restano comunque molto rari.

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