Covid, la lettera dell'ordine dei medici di Milano

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Coronavirus, i medici milanesi preoccupati per l’influenza stagionale
Coronavirus, i medici milanesi preoccupati per l’influenza stagionale

Con una lettera indirizzata alle massime autorità sanitarie lombarde, l’Ordine dei medici di Milano ha chiesto che in previsione dell’autunno vengano disposti dei protocolli anti coronavirus specifici per gestire al meglio la mole di malati che emergerà con la consueta influenza stagionale. Secondo i medici milanesi infatti, le attuali misure di contenimento adattate al Covid-19 non sono adatte a gestire il flusso di pazienti che ogni anno si riversa negli ospedali e negli ambulatori per l’influenza.

Coronavirus, le preoccupazioni del medici di Milano

Nella lettera, indirizzata all’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera, al direttore generale della sanità lombarda Marco Trivelli, al sindaco di Milano Giuseppe Sala e ai vertici di Ats Città metropolitana, Federazione degli Ordini medici lombardi e Anci Lombardia, si afferma infatti che: “Se permanessero gli attuali protocolli operativi con le vigenti misure restrittive di quarantena per casi clinici e contatti, le conseguenze socioeconomiche dell’epidemia influenzale sarebbero a dir poco disastrose per un Paese già molto provato dalla prima fase della pandemia”.

Secondo quanto dichiarato dall’Ordine con gli attuali protocolli gli operatori sanitari saranno costretti a disporre la quarantena per chiunque si dovesse presentare con sintomi influenzali in atto, a una prima analisi difficilmente distinguibili da quelli del Covid-19: “La permanenza del rischio pandemico Covid-19 durante l’epidemia influenzale obbligherà i sanitari a comportamenti precauzionali di tutela della salute collettiva dettati dagli stessi attuali protocolli vigenti verso tutti coloro che manifesteranno sintomi anche solo suggestivi di possibile infezione”. Ogni anni sono circa 8 milioni infatti gli italiani che rimangono colpiti da una più o meno lieve forme influenzale durante l’autunno; questo significherebbe mettere in quarantena decine di migliaia di persone.

Tra le altre misure richieste dall’Ordine dei medici rientrano anche un miglioramento del sistema di diagnosi precise del Covid-19, un aumento dell’informatizzazione per al fine di evitare il contatto diretto con il paziente e soprattutto un piano di vaccinazioni di massa per il personale sanitario, in quanto: “Data la necessità di rispettare le attuali indicazioni di evitare possibili assembramenti, gli studi medici all’interno di condomini abitativi non siano assolutamente adatti alla pratica vaccinale di massa da parte di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta”.