Covid, la riapertura natalizia è ancora un'incognita

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Covid, governo valuta riaperture per Natale: ma esperti temono terza ondata
Covid, governo valuta riaperture per Natale: ma esperti temono terza ondata

Quella di approvare delle riaperture per il periodo di Natale è una proposta che da già alcuni giorni sta aleggiando tra gli esponenti della compagine di governo, anche alla luce del leggero miglioramento nella curva dei contagi registrato nelle ultime ore. Gli esperti tuttavia, temono che un allentamento delle restrizioni a partire dalla scadenza dell’ultimo Dpcm (il prossimo 3 dicembre) sia troppo prematuro e che possa scatenare una possibile terza ondata di nuovi casi per il mese di gennaio.

Covid, governo valuta riaperture a Natale

In ogni caso l’esecutivo è deciso ad agire con la massima cautela, attendendo per questo motivo i risultati dei monitoraggi riferiti ai primi giorni di dicembre, al fine di attuare poi delle eventuali riaperture entro la prima metà del prossimo mese. Al momento si sta valutando soltanto un possibile allentamento del coprifuoco serale e una parziale ripartenza delle attività legate a bar e ristoranti, da valutare ovviamente in base alla regione.

Le prime regioni a sperimentare una riapertura già dal 3 dicembre potrebbero infatti essere quelle attualmente nella zona gialla, cioè Lazio, Molise, Veneto, Sardegna e provincia autonoma di Trento. Successivamente potranno essere disposti degli allentamenti delle restrizioni anche nelle altre regioni se i dati lo riterranno opportuno, programmando un intervento in due tempi in modo da evitare grossi assembramenti soprattutto per quanto riguarda la corsa ai regali di Natale. Una possibilità ventilata anche dal viceministro Pierpaolo Sileri: “Dobbiamo vedere l’andamento dell’epidemia e valutare le soluzioni più adatte. Verosimilmente avremo Regioni con un andamento migliore e altre con maggiori difficoltà”.

L’ottimismo di Locatelli e Guerra

Le ipotesi di una probabile riapertura per l’inizio delle festività natalizie è motivata dai segnali di ottimismo trapelati nelle ultime ore da parte degli esperti governativi. Nella giornata di sabato 15 novembre, il professor Franco Locatelli ha infatti affermato che: “C’è un’iniziale decelerazione della curva dei contagi, che però va confermata”, mentre il collega Ranieri Guerra ha aggiunto in un’intervista al Corriere della Sera:La curva sta rallentando e tra poco comincerà a scendere di nuovo ma si allungherà nel tempo, rispetto a quella della prima ondata in quanto abbiamo più casi, diffusi sull’intero territorio nazionale, diagnosticati anche molto meglio, grazie ad una attività di test in continua crescita”.

I timori di una terza ondata

Tra gli esperti c’è anche però chi non è convinto dell’opportunità di riaprire subito agli inizi di dicembre, temendo che un intervento del genere possa condurre a una recrudescenza dell’epidemia. Intervistato da La Repubblica, Andrea Crisanti ha infatti spiegato: “Se si osserva la curva dei contagi e la dinamica dei decessi si capisce come siamo in una situazione sovrapponibile a quella di marzo. E se consideriamo che con il lockdown totale di allora abbiamo dovuto attendere fine aprile per intravedere la famosa fine del tunnel, si può intuire a che punto ci troviamo. E qui non stiamo nemmeno facendo un vero lockdown”.

Crisanti ha poi aggiunto: “Senza strumenti per contrastare la diffusione sul territorio, come si può pensare a un allentamento? A gennaio saremo di nuovo in questa situazione se non in una peggiore, nel pieno della terza ondata. È cosi elementare: approfittare delle ferie per chiudere. Ma bisogna conciliare l’emergenza con le esigenze economiche, lo capisco. Ma allora fate qualcosa: prolungate gli orari di apertura dei negozi, scaglionate gli ingressi, evitate in tutti i modi gli assembramenti, a casa e fuori”.