Covid, la scuola rischia di riaprire senza regole: la normativa arriverà solo a settembre

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(Photo by Stefano Guidi/Getty Images)
(Photo by Stefano Guidi/Getty Images)

Controllo dei green pass, distanziamento, vaccinazioni obbligatorie: nonostante i tanti annunci di voler far ripartire la scuola in presenza e in sicurezza, la normativa per il ritorno in classe arriverà soltanto a lezioni già iniziate. L’emendamento al decreto del 6 agosto annunciato dalla sottosegretaria all’istruzione Floridia e atteso da presidi, insegnanti e sindacati non c'è ancora e la conversione in legge in Parlamento quasi sicuramente avverrà dopo il 13 settembre. 

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In attesa di istruzioni più precise, toccherà ai presidi districarsi tra le diverse interpretazioni delle norme sul distanziamento sociale. Al momento, infatti, manca una regola precisa. Per esempio, nella nota firmata da Stefano Versari, braccio destro del ministro Patrizio Bianchi, si legge che mantenere il metro di distanza tra i banchi è una «raccomandazione». Inoltre c'è scritto che qualora non fosse possibile rispettare il metro di distanza non si potrebbe tornare automaticamente alla dad, ma bisognerebbe adottare altre misure di sicurezza. Invece, nel protocollo firmato con i sindacati su richiesta di questi ultimi si chiede "il rispetto di una distanza interpersonale di almeno un metro qualora logisticamente possibile e si mantiene anche nelle zone bianche la distanza di due metri tra i banchi e la cattedra".

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Quanto al controllo del Green Pass per il ministero i presidi o i loro delegati dovrebbero scaricare un App sullo smartphone, ma non possono per ora farsi consegnare la copia cartacea del certificato di vaccinazione. Ma i presidi insistono perché la responsabilità del controllo passi alle Asl. Inoltre, protestano per la previsione di sanzioni a loro carico in caso di mancati controlli. 

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Resta poi il nodo dei docenti che rifiutano di vaccinarsi e anche di fare a proprie spese il tampone: fino al quinto giorno di assenza non sarà possibile chiamare un supplente. Quindi, come gestiranno questa situazione i presidi?

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