Covid, l'allarme di Pregliasco: "Nuova ondata dopo l’Immacolata"

Fabrizio Pregliasco attends Il Tempo Della Salute at Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci on November 05, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Alessandro Bremec/NurPhoto via Getty Images)
Covid, l'allarme di Pregliasco: "Nuova ondata dopo l’Immacolata" (Photo by Alessandro Bremec/NurPhoto via Getty Images)

Con l'arrivo del freddo si fanno vivi i ricordi dei due anni passati e si teme possa arrivare una nuova ondata di Covid: a lanciare un allarme è il virologo Fabrizio Pregliasco.

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Complice la fine delle restrizioni e l'arrivo della stagione più fredda, non è escluso un incremento dei contagi da Covid-19.

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Le festività natalizie si avvicinano e, dopo due anni di restrizioni, in tanti sperano di celebrarle all'insegna della spensieratezza. Tuttavia, a mettere in guardia sul futuro andamento della pandemia, è il virologo Pregliasco. Anche per Natale 2022, a sua detta, sarà importante mantenere alta l'attenzione.

Ai microfoni di Rai Radio 1, infatti, ha spiegato: "Ci saranno onde di risalite, tra un mese, per Natale, insieme a una massiccia dose di influenza e a infezioni respiratorie. Le nuove varianti, Cerberus e Centaurus, stanno emergendo sempre di più, schivano le protezioni. Per questo, mi aspetto una risalita dei contagi tra qualche settimana".

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Il ponte dell'Immacolata potrebbe favorire la diffusione del virus e, per Pregliasco, resta fondamentale il vaccino anti-Covid. "Dopo 6 mesi dalla terza dose, io farei un richiamo. Non chiamiamola quarta dose", ha dichiarato.

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Mentre lo Spallanzani di Roma è pronto a cambiare le regole per l'isolamento dei pazienti positivi, Pregliasco si è detto "un po' scettico". A margine di un evento su Covid e influenza al festival "Il tempo della salute", l'esperto ha sottolineato: "In questo momento, con questa situazione, io sarei ancora protettivo, ma per il futuro ci si potrà rifare a una responsabilizzazione delle persone, perché la normalità lo richiede”.

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A proposito del reintegro dei sanitari no vax, invece, ha commentato: "Non sono pericolosi, ma io ho dei dubbi sulla loro professionalità perché, se non si sono vaccinati, non conoscono la buona pratica della ricerca scientifica. Il loro reintegro è stata una decisione bandiera, perché in termini quantitativi i numeri sono davvero irrisori. Ma in questo momento in cui si dovrebbe rilanciare il richiamo vaccinale nei fragili, questa decisione potrebbe dissuadere" la popolazione dal vaccinarsi.