Covid, legale con figlia Down chiede rinvio udienza: no da giudici

fcz
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Milano, 30 ott. (askanews) - Sua figlia è affetta da Sindrome di Down e perciò più esposta al rischio di contagio da Coronavirus. Così un avvocatessa veneta, difensore di uno degli imputati di un processo per bancarotta che si celebra a Milano, ha chiesto il rinvio dell'udienza fissata mercoledì prossimo, 4 novembre, per legittimo impedimento dovuto alla "condizione di fragilità" della figlia. La sua richiesta è stata rigettata dai giudici del Tribunale di Milano perchè l'impedimento "prospettato" dalla legale non è "giuridicamente accettabile". Nell'istanza l'avvocatessa si sofferma sulla "condizione di incremento dei contagi nella città di Milano", dove "la situazione da un punto di vista sanitario e della salute pubblica sta assumendo livelli molto preoccupanti". Il problema è che per arrivare a Milano sarebbe costretta ad "utilizzare i mezzi di trasporto". Il che la esporrebbe al rischio concreto "di essere veicolo di infezione per la figlia" che, proprio perchè affetta da Sindrome di Down, presenta "fragilità alle vie respiratorie superiori". Ed proprio questa la "sola preccupazione" dell'avvocatessa che, in caso di contagio, dovrebbe comunque restare in quarantena a casa sua. Non solo "perchè madre di un altro bambino", ma soprattutto perchè "impegnata in prima persona nell'assistenza della figlia che segue un pecorso di terapie e di attività riabilitative" in un centro specializzato. Insieme alla richiesta di legittimo impedimento, la legale ha presentato anche certificazione medica sulla sindrome di cui è affetta la figlia e in più uno studio pubblicato dall'Istituto Superiore di Sanità il 29 settembre scorso. "La mortalità per Covid-19 tra le persone con Sindrome di Down - si legge nel report - potrebbe essere stata fino a 10 volte maggiore rispetto a quella della popolazione generale" perchè sono pazienti "più suscettibili alle infezioni" che "sperimentano l'invecchiamento precoce di più organi e sistemi". Perciò "presentano spesso diverse anomalie anatomiche delle vie aeree superiori", condizione che "può predisporre all'ipertensione polomonare che a sua volta può aumentare la gravità dell'infezione da Covid-19". Non è bastato per ottenere il rinvio di un'udienza.