Covid: l'Immuni inglese ha funzionato, per ogni caso tracciato uno evitato

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Milano, 25 mag. (Adnkronos Salute) – Si chiama 'Nhs Covid-19' ed è l'Immuni d'Oltremanica: un'app per il tracciamento digitale dei contatti di positivi a Sars-CoV-2, che si basa sullo stesso meccanismo della 'cugina' italiana. Per gli scienziati in suolo britannico ha funzionato, ha contribuito a "frenare la diffusione del virus". Uno studio, i cui risultati sono descritti e analizzati in un articolo pubblicato su 'Nature', conclude che nel complesso circa un nuovo caso è stato evitato per ogni persona con infezione Covid-19 confermata che ha acconsentito alla notifica ai propri contatti.

La stima dei ricercatori dell'università di Oxford è che, per ogni aumento dell'1% degli utenti dell'App, il numero di casi potrebbe essere ridotto dello 0,8% (in base ai calcoli su un modello) o del 2,3% (in base a confronti statistici). Gli autori hanno anche stimato che la probabilità che qualcuno che ha ricevuto una notifica risulti positivo nelle 2 settimane successive è del 6%. Partendo da questa esperienza, ad analizzare nell'articolo il potenziale di questi strumenti digitali è C. Jason Wang della Stanford University School of Medicine. L'App, dice, ha frenato la diffusione di Covid in Inghilterra e Galles.

L'idea alla base del tracciamento digitale dei contatti è che, quando una persona risulta positiva a una malattia infettiva come Covid, un'App sul proprio smartphone può inviare una notifica ad altri smartphone che sono stati nelle immediate vicinanze, ad esempio entro 2 metri, per più di un certo periodo di tempo, per esempio 15 minuti. Tuttavia, osserva lo scienziato, "tali App possono essere difficili da accettare per le persone che vivono in una democrazia, per via delle preoccupazioni sulla privacy", che viene in realtà garantita da una tecnologia che rende anonimi i dati scambiati. Eppure il caso Inghilterra e Galles dimostra che si può implementare con successo lo strumento su larga scala in queste società.

Certo, ragiona Wang, il flusso di dati deve funzionare bene, perché ciò può influenzare l'efficacia del tracciamento digitale dei contatti. E già in partenza, puntualizza, "l'App farà una differenza significativa nella popolazione solo se una quota abbastanza ampia la installa e la utilizza". In Inghilterra e Galles si stima che 33,9 milioni di persone potessero scaricarla (avendo almeno 16 anni e uno smartphone compatibile). Tra il suo lancio, il 24 settembre 2020, e la fine del 2020, l'App è stata scaricata su 21 milioni di dispositivi separati e, tra il 1 novembre e l'11 dicembre 2020, è stata regolarmente utilizzata da una media di circa 16,5 milioni di utenti, pari a circa il 49% della popolazione ammissibile, o il 28% della popolazione totale di Inghilterra e Galles.

L'esperienza di Nhs Covid-19 "mostra che la partecipazione all'uso dell'App è sufficiente perché questa sia ​​utile". Gli scienziati (Wymant et al) che hanno condotto lo studio, spiega Wang, hanno utilizzato due modi per stimarne l'impatto sulla diffusione di Covid-19 da ottobre a dicembre 2020: utilizzando il numero di notifiche osservate e il tasso di contatti identificati che hanno finito per essere infettati, hanno costruito un modello per calcolare il numero di casi evitati con l'App; e in secondo luogo hanno eseguito confronti statistici di casi cumulativi nelle regioni limitrofe che avevano tassi d'infezione di base simili, ma diversi livelli di utilizzo dell'App.

Una critica comune al tracciamento digitale dei contatti è che potrebbe creare 'rumore', contattando un gran numero di persone che hanno una bassa probabilità di essere state infettate, rispetto a quelle che invece verrebbero coinvolte con il tracciamento da parte di contact tracer in carne e ossa. Ma gli esperti hanno mostrato percentuali simili di contatti intercettati con i due metodi che poi sono diventati positivi (6% per l'app e 6,9% per il tracciamento 'umano'). Hanno anche scoperto che il numero medio di contatti raggiunti era 4,4 per il tracciamento digitale, rispetto a 1,8 per il tracciamento manuale.

"Ciò supporta fortemente l'idea che l'App sia accurata e possa essere complementare al tracciamento manuale dei contatti", conclude Wang che elenca i vantaggi, dalla velocità a una precisione maggiore di quella consentita con le interviste ai positivi nel raggiungere a più ampio raggio le persone a rischio per contatti con infetti. L'App britannica si è evoluta e ora ha anche funzionalità extra come quella che permette di 'effettuare il check-in' quando si va in un luogo, scansionando il suo codice Qr, utile in caso di una successiva notifica se la sede in questione ha casi positivi. Ha poi un tracker dei sintomi collegato a un sistema di prenotazione dei test; e offre la possibilità di ricevere risultati tramite l'app. Mentre in Gb sarà sempre un'App (l'App Nhs) a supportare anche il 'Green Pass' – soluzione che si valuta anche in Italia – il successo di Nhs Covid-19, conclude lo scienziato, "fa sperare che altre app di tracciamento possano rivelarsi utili altrove, offrendo nuove funzionalità per contenere l'avanzata di un virus a rapida diffusione". Immuni riuscirà a essere fra queste?

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