Covid, l'infettivologo: "Negazionismo? C'era anche con Hiv"

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"Non parlo dei no-vax perché gli facciamo solo pubblicità. Bisogna parlare solo di chi si vuole vaccinare. Necessario è che il Governo metta a disposizione i vaccini per tutti. Il negazionismo non c'è da adesso, c'era anche con l'Hiv". Così Raffaele Bruno, direttore Malattie infettive del Policlinico San Matteo Pavia, intervenendo alla trasmissione 'Agorà' su Rai Tre.

"Non perdiamo tempo con gli scettici. Vacciniamo chi si vuole vaccinare. Per gli operatori sanitari - ha spiegato ancora l'infettivologo - penso che sia un obbligo deontologico verso il vaccino. Questo è un problema di sanità pubblica non di sanità individuale". Per quanto riguarda i numeri della pandemia "siamo in una situazione stabile: tanti pazienti entrano tanti escono. Non abbiamo la flessione che abbiamo visto a fine novembre-inizio dicembre. Gestiamo un flusso più ordinato di pazienti, però il virus circola - spiega Bruno -, ci sono troppi morti e ancora tanti infetti. Anche perché i numeri, sono fluttuanti: dobbiamo capire se il tracciamento di quanto vediamo è reale o no".

"Vorrei ricordare a chi non vuole fare il vaccino, tra gli operatori sanitari, che sono morti poco meno di 280 medici in questa pandemia e più di 70 infermieri. Penso che i medici - ha sottolineato ancora Bruno - abbiano pagato un prezzo altissimo. Mi sembra anche una mancanza di rispetto per coloro che hanno dato la loro vita mentre lavoravano per salvare altre vite."

L'auspicio per il 2021 dell'infettivologo "è che l'anno prossimo, di questi tempi, potremo dire che è tutto finito, che la vaccinazione è andata bene che siamo usciti fuori da quest'incubo".