Covid, l'Iss: rilevata solo una minima percentuale di contagiati tra i vaccinati

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Iss, vaccino Covid
Iss, vaccino Covid

Le ultime indagini dell’ Istituto superiore di sanità (Iss) sembrano dare un’ulteriore prova dell’utilità delle vaccinazioni. Infatti, la più recente versione del rapporto “Epidemia Covid-19” riporta che la percentuale predominate tra le persone infette è quella dei non vaccinati.

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Iss, pochi contagiati dal Covid tra i vaccinati

Nello studio, attualmente disponibile on line, si legge: “La maggior parte dei casi segnalati in Italia sono stati identificati in soggetti non vaccinati, che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino Sars-CoV-2 o che sono stati vaccinati con la prima dose o con il vaccino monodose entro 14 giorni dalla diagnosi stessa, ovvero prima del tempo necessario a sviluppare una risposta immunitaria completa al vaccino“.

L’Iss ha inoltre aggiunto: “Nella maggior parte dei casi segnalati nelle ultime due settimane, l’accertamento diagnostico è stato motivato dalla presenza di sintomi o in seguito ad attività di ricerca dei contatti di casi accertati“.

Iss, altra prova dell’efficacia della vaccinazione Covid

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Vi è un altro elemento che sembra sottolineare l’efficacia del vaccino. Si tratta della fascia di popolazione ora più colpita dal Covid. Attualmente sono gli “under 60” ad essere più soggetti al contagio. Come spiega l’Iss, quest’ultimi sono quelli con “una minore copertura vaccinale“.

L’ente scrive nel suo report che “l’incidenza dell’infezione sintomatica da virus Sars-CoV-2 mostra un trend simile nelle diverse fasce di età e in diminuzione a partire dal mese di marzo 2021“. Dopodiché, “il progressivo aumento in queste fasce di età della copertura vaccinale segue l’ordine di priorità anagrafica adottato“. Ciò sembra essere confermato anche dal fatto che “fino all’inizio di febbraio 2021, l’incidenza era più elevata nella fascia di età over 80“.

Iss e vaccino Covid, un ulteriore dato rassicurante

Dati rassicuranti si riscontrano anche per quanto riguarda una fascia estremamente fragile della popolazione. Nel suo documento l’Iss infatti dichiara che “a partire dalla seconda metà di febbraio, con il progressivo aumento della copertura vaccinale nei soggetti ultraottantenni, la diminuzione (dei casi) è stata più marcata in questa fascia di età rispetto alle altre“.

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