Covid, in Lombardia 79mila persone aiutate dalla Caritas

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Milano, 2 lug. (askanews) - Sono state 78.882 le persone che in Lombardia hanno chiesto aiuto alle Caritas delle 10 diocesi regionali, tra settembre 2020 e marzo 2021 quando il governo per contrastare la seconda ondata di contagi ha imposto nuove limitazioni. In questo periodo il numero di assistiti è stato superiore a quello che era stato registrato tra lìinizio della pandemia (marzo 2020) e il mese di maggio dello scorso anno quando erano state 77mila le persone in cerca di aiuto. E' quanto emerge dal report 'Gli effetti del Coronavirus sulla povertà: il punto di vista delle Caritas lombarde' presentato oggi in Duomo a Milano.

I nuovi poveri, vale a dire coloro che si sono rivolti per la prima volta al sistema di aiuti delle Caritas lombarde, sono stati 10.254 individui durante il secondo lockdown (13% del totale), mentre durante la prima chiusura erano stati 27.720 (il 36%).

I dati raccolti dalle Caritas mostrano che le restrizioni più blande introdotte nella seconda fase dell'emergenza sanitaria hanno avuto un impatto significativo, anche se meno pesante sulla povertà in Lombardia rispetto a quelle più severe dell'anno precedente. A destare preoccupazione sono le famiglie e i piccoli imprenditori titolari di attività commerciali o artigianali che non sono in grado di restituire i prestiti contratti in questi mesi né coi propri redditi né con il patrimonio: almeno 20mila persone in Lombardia (90mila in Italia) tecnicamente definite sovra-indebitate potenziali vittime di usura.

Nove diocesi su 10 segnalano l'aggravarsi delle difficoltà abitative delle famiglie e della condizione occupazionale dei giovani; 8 le difficoltà lavorative delle donne e la povertà educativa, 7 l'aumento del disagio psico-sociale delle nuove generazioni. Durante la seconda ondata di contagi sono peggiorate anche le condizioni di vita nelle carceri secondo 7 diocesi: i contatti coi familiari sono stati possibili ma più diradati a causa dei limiti posti dall'uso delle nuove tecnologie aumentando l'isolamento e il disagio tra i detenuti.

"I lockdown hanno avuto un forte impatto sulla povertà in Lombardia, per la presenza di un'ampia quota di lavoro sommerso e quindi senza tutela, che ha mostrato tutta la sua fragilità, ma anche per i ritardi e l'inadeguatezza degli aiuti pubblici rispetto al costo della vita", ha osservato Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana. "E' stato incoraggiante vedere il grande impegno dei volontari, la creatività degli operatori e il grande senso di unità che ha spinto enti, associazioni, aziende a lavorare assieme", ha concluso.

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