Covid, Lombardia: aggiornare regole per 2mila debolmente positivi

Mch
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Milano, 22 lug. (askanews) - In Lombardia si contano attualmente 8.947 pazienti ancora positivi al Covid, ma tra questi ce ne sono circa 2mila che, nonostante siano trascorsi due mesi dalla data di comparsa dei sintomi, continuano ad essere 'debolmente positivi'. Lo ha spiegato in una nota Regione Lombardia, sottolineando che "si tratta di cittadini costretti a stare ancora in isolamento, in virtù delle regole dettate dalle linee guida del ministero della Salute, che considerano un soggetto guarito solo dopo la negatività di un doppio tampone eseguito a distanza di 24 ore". Per liberare questi pazienti la Regione è tornata a chiedere oggi indicazioni al ministero della Salute, al Comitato Tecnico Scientifico e all'Istituto Superiore di Sanità. "Ho inviato una nuova nota affinché ci vengano fornite linee guida aggiornate alla situazione attuale, soprattutto alla luce degli studi scientifici che hanno dimostrato la scarsa possibilità di infettare da parte di questi soggetti", ha spiegato l'assessore al Welfare Giulio Gallera. Nella lettera sono stati ricordati i risultati dello studio condotto su 280 soggetti guariti da coronavirus Sars-Cov-2 dall'Irccs San Matteo di Pavia, in collaborazione con l'Istituto zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia Romagna, l'ospedale civile di Piacenza, l'ospedale universitario 'Le Scotte' di Siena e il Policlinico di Milano. Una ricerca che aveva evidenziato cariche virali basse per il soggetti guariti, con il segnale di sopravvivenza del virus al di sotto del 3% dei casi. "I prolungati periodi di isolamento - ha rimarcato Gallera - stanno generando situazioni in molti casi insostenibili e con risvolti psicologicamente negativi in soggetti fragili, come per esempio la bambina di 4 anni del milanese per la quale abbiamo già interessato il ministero". Gallera ha ribadito "l'importanza di garantire la sicurezza delle persone, nella certezza però di non infliggere misure sproporzionate". L'auspicio è che arrivi "alla Lombardia e di conseguenza a tutto il Paese, una linea che garantisca sicurezza e appropriatezza".