Covid, luminari Gb: "In primavera potrà essere un banale raffreddore"

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(photo by Daniel Harvey Gonzalez/In Pictures via Getty Images)
(photo by Daniel Harvey Gonzalez/In Pictures via Getty Images)

Il Covid-19 potrebbe ridursi a una sindrome influenzale comune dalla primavera prossima, con i sintomi di un banale "raffreddore" nelle generalità dei casi. Ciò grazie al rafforzamento dell'immunità garantita fra l'altro dalla diffusione dei vaccini e all'evoluzione del virus. Ne sono convinti due luminari dell'Università di Oxford protagonisti nei mesi passati dello sviluppo del vaccino poi prodotto da AstraZeneca, la britannica Sarah Gilbert e il canadese John Bell. Entrambi si sono dichiarati ottimisti sull'andamento della pandemia nel Regno Unito ed escludendo che ci siano ragioni per pensare che l'infezione sia destinata a mutare in forma più virulenta.

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"Il peggio dovrebbe essere passato" nel Regno, si è sbilanciato il professor Bell a Radio Times, prevedendo che "le cose possano andare bene" una volta trascorsa la stagione invernale. "Se guardiamo alla traiettoria dell'infezione - ha proseguito -, vediamo che stiamo già molto molto meglio di sei mesi fa. Con la pressione sul servizio sanitario largamente abbattuta e un numero di morti in calo" rispetto all'impatto dei contagi della variante Delta. Morti che oggi si concentrano soprattutto su persone anziane o già affette da altre patologie, rispetto alle quali "non neppure interamente chiaro quanto il Covid sia stato decisivo". In precedenza rassicurazioni analoghe erano arrivate dalla professoressa Gilbert in un webinar organizzato dalla Royal Society of Medicine britannica.

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