Covid, De Magistris: "Napoli è polveriera"

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"Chi dà giudizi frettolosi su quanto è avvenuto l'altra sera non ha capito nulla. Napoli nel bene o nel male è una polveriera, è una pentola a pressione, bisogna stare in quel corpo per capire". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, intervenuto a "Non è l'arena" su La7. Alla manifestazione di venerdì sera, ha aggiunto de Magistris, "c'erano migliaia di persone in pieno coprifuoco che protestavano in maniera pacifica: giovani, studenti, commercianti. Poi, come da tempo ho sottolineato nei luoghi istituzionali e pubblici, in un momento di esasperazione è assolutamente prevedibile che frange violente e criminali si infiltrino per strumentalizzare la protesta, è il contagio criminale".

De Magistris ha spiegato di essere "più preoccupato oggi di marzo e aprile, quando Napoli veniva da un periodo molto forte, era una città in crescita e c'erano un po' di riserve in cantina. Adesso vedo una comunità fragile sul piano psicologico, stremata, depressa, imprenditori sfiduciati, giovani che perdono il lavoro, un disagio sociale crescente. Dobbiamo stare molto attenti anche nel dare messaggio, sì rigore e responsabilità ma anche fiducia e sensibilità".

"Vedersi annunciato venerdì, nel primo pomeriggio, all'improvviso, la notizia di un nuovo lockdown regionale praticamente impraticabile senza ristori significa dire alla gente che sta per morire. Questo cortocircuito in una polveriera sociale è diventato una miccia, una bomba", ha detto ancora il sindaco.

"Noi nel primo pomeriggio eravamo in Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica - ha raccontato de Magistris - e si doveva parlare del Dpcm su eventuali chiusure di vie e strade, vicenda già depotenziata dal coprifuoco alle 23. All'improvviso abbiamo letto che il presidente della Regione aveva annunciato il lockdown dal lunedì. Siamo istituzioni, di che parliamo? Io e il prefetto abbiamo fatto notare che sarebbe cosa buona e giusta che le istituzioni venissero informate". De Magistris ha spiegato che "venerdì pomeriggio il questore ha fatto presente in Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che non c'era alcun elemento che il venerdì sera potesse accadere quello che è accaduto. Se il ministero dell'Interno ha detto, e non ho motivo di dubitare, che c'è stata anche una strategia premeditata e programmata, vuol dire che si deve alzare moltissimo il livello di intelligence, perché se non si è arrivato a prevenire quello che è accaduto, vuol dire che la notizia del lockdown che sarebbe scattato lunedì all'improvviso, in una fase di polveriera sociale, è diventata la miccia che ha scatenato una situazione che è diventata ingovernabile".