Covid, medico Israele: "Vaccinato 60% della popolazione"

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In Israele sono state somministrate ''un po' più di 10 milioni di dosi'' del vaccino contro il coronavirus, il che significa che quasi ''5 milioni di israeliani sono stati vaccinati'', ovvero ''il 60 per cento della popolazione generale''. Lo ha dichiarato Arnon Shahar, capo della task force anti Covid di Israele, intervistato da SkyTg24. ''Per quanto riguarda gli over 50 siamo quasi al 90% di vaccinati, per gli over 30 più dell'80 per cento, e per gli over 20 il 77% della popolazione'', ha spiegato. Questa massiccia somministrazione di vaccini, ha aggiunto, ha fatto ''scendere il tasso di contagiosità e di mortalità'' per complicanze riconducibili al Covid-19.

In Israele sono stati vaccinati contro il coronavirus anche ''qualche centinaia di bambini in condizioni mediche speciali'', ovvero bambini ''immunodepressi, cardiopatici, problemi polmonari''. ''Non è una vera campagna di vaccinazione per i bambini, ma si tratta di autorizzazioni concesse da una commissione straordinaria per gli over 12 anni e gli under 16 che si trovano in condizioni mediche molto speciali'' e per i quali ''era maggiore il rischio di non essere vaccinati'' nella pandemia, ha spiegato Shahar, aggiungendo che a loro è stato somministrato il vaccino Pfizer.

''L'importante è andare avanti con le vaccinazioni'' contro il Covid-19 piuttosto che soffermarsi su ''quale vaccino utilizzare'' ha poi sottolineato il medico. Anche in Israele si sono registrati ''casi di allergie che hanno fatto valutare lo stop della campagna di vaccinazione, ma poi siamo andati avanti guardando con gli occhi dei medici e degli scienziati''. Il risultato è che ora in Israele ''il tasso di contagiosità è sceso sotto lo 0,6%'' ed è ''calato più del 70 per cento il tasso di mortalità''. Lo stesso accadrà ''in Italia e in Europa'' perché ''ci vorrà un po' di tempo, ma è un piano fattibile''.

''L'Italia ce la farà, l'Europa ce la farà'' a contrastare la diffusione del coronavirus, ''come ce l'abbiamo fatta noi'' ha detto Shahar. In Israele ''non abbiamo ancora una vita normale, ma ci stiamo arrivando'', grazie all'efficiente campagna di vaccinazione condotta contro il Covid, ha affermato il capo della task force anti Covid.

''La nostra è stata una Pasqua diversa. Siamo stati a casa e in famiglia'', ma ora ''possiamo sperare di poter togliere la mascherina all'aperto entro la fine di aprile'' ha dichiarato. ''Le scuole sono aperte, anche se non totalmente'', ha proseguito il medico israeliano, ''le elementari sono tutte aperte, le medie 'in capsule', e stiamo valutando se fare tornare anche loro alla normalità''. Shahar ha inoltre riferito di essere stato a un concerto ieri sera "con quasi mille persone, tutte con patentino verde che dimostra che sono state vaccinate o guarite da Covid e con la mascherina''.