Covid, Meloni: pronti a collaborare ma finita emergenza al voto

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Roma, 26 ott. (askanews) - Se il governo "adesso che la situazione è ormai fuori controllo" vuole coinvolgere l'opposizione, allora servono "patti chiari. Molto chiari". Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni che pone "tre condizioni" "nel caso si immaginasse di volerci trascinare nel loro fallimento". "Primo servono regole di ingaggio trasparenti, chi fa cosa e come. Secondo, il governo deve ammettere che l'efficacia della propria azione è stata nulla e abolire i provvedimenti sbagliati. Terzo, va stabilito fin d'ora, con garanzia del capo dello Stato, che appena usciti dall'immediata emergenza si torna a votare", spiega. "Da otto mesi - aggiunge - navigano a vista, con il premier Conte che fa Dpcm ogni 4 giorni ben attento ad apparire in tv ora scaricano su intere filiere produttive le loro responsabilità, senza portare alcuna evidenza scientifica sulle responsabilità del contagio da parte di quei settori". I risarcimenti promessi da Conte? "Finché non sappiamo le cifre parliamo del nulla - risponde Meloni -. Il ristoro deve essere totale. E deve prevedere anche il risarcimento per chiunque abbia speso soldi per adeguarsi ai protocolli richiesti che ora vengono considerati inadeguati". "Si è agito su singoli settori, massacrandoli, senza una logica. Se ho un ristorante con grandi spazi, rispetto le regole, perché non posso accogliere i clienti? Si diano prescrizioni stringenti, non divieti uguali per tutti in situazioni diverse. Come diverse sono le situazioni sul territorio. Dove c'è un cluster si chiude, altrove no", sottolinea. Inoltre, conclude, "alle Regioni non sono stati attribuiti, o sono stati attribuiti troppo tardi, poteri da commissari straordinari che permettono di operare velocemente in deroga al codice degli appalti" ma "su di loro sono state scaricate responsabilità senza dare poteri necessari per rispondere all'enorme sforzo richiesto".