Covid, metà regioni oltre soglia critica nelle terapie intensive

Red
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Roma, 19 mar. (askanews) - Prosegue il trend di crescita dell'incidenza settimanale dei contagi da sars-cov-2 in Italia: la settimana appena trascorsa registra un valore nazionale pari a 230 ogni 100.000 residenti. Sono 9 le Regioni (Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Molise, Umbria, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Marche) che registrano la più elevata pressione per tasso di saturazione sia in area non critica sia in terapia intensiva. La distribuzione settimanale dei vaccini sembra seguire ormai questo andamento: 2 dosi su 4 destinate alla I somministrazione, 1 dose su 4 destinata alla II somministrazione e la restante altra 1 dose su 4 rimane "in frigorifero".

È quanto emerge dai dati dell'Instant Report Covid-19, iniziativa dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica di confronto sistematico dell'andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale.

"È chiaro ormai che questa terza ondata si sia abbattuta sul nostro Paese - afferma il professor Americo Cicchetti, direttore dell'Altems - e anche la gestione della pandemia sembra essere consolidata. Infatti, come per la seconda ondata, che nonostante avesse valori molto alti nelle ospedalizzazioni ad alta intensità, ha visto un aumento preponderante nei valori degli isolati a domicilio, segno di una mutata consapevolezza riguardo le potenzialità del territorio nella gestione della crisi, anche durante la terza ondata la pressione sui servizi assistenziali sembra seguire la stessa distribuzione: nell'ultima settimana ci sono stati +80,70 isolati a domicilio ogni 100.000 abitanti, +4,94 ricoveri ordinari ogni 100.000 abitanti e +0,67 ricoveri intensivi ogni 100.000 abitanti. Tuttavia - continua Cicchetti - la soglia di allerta deve rimanere alta perché il valore medio settimanale dei nuovi ingressi in Terapia Intensiva registrata da settimane un trend in aumento, è pari a 2,98 x 100.000 abitanti, e 9 Regioni 21 (circa 1 Regione su 2) hanno superato le soglie del 30% e del 40% individuate come quelle oltre le quali vi è un sovraccarico rispettivamente per la Terapia Intensiva e per l'Area Non Critica".