Covid: a Milano positivo il 7,7% della popolazione carceraria

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 28 dic. (askanews) - Sono 260 i positivi al Coronavirus detenuti negli istituti penitenziari di Milano, il 7,7% della popolazione carceraria milanese. E' quanto emerge da un documento elaborato dagli operatori dell'area Carcere di Caritas Ambrosiana sulla situazione degli istituti penitenziari di San Vittore, Bollate e Opera. Secondo lo studio, la percentuale dei positivi al Covid tra i deteniti nelle tre carceri dell'area metropolitana milanese è "più elevata di quella che si era registrata durante la primavera che solo in parte si spiega con i trasferimenti di persone contagiate dagli altri istituti della regione nei due reparti sanitari (Covid Hub) che sono stati allestiti nel frattempo a Bollate e San Vittore".

Ma il boom di contagi non è l'unica criticità rilevata dalla Caritas Ambrosiana che lancia l'allarme per la "situazione di sovraffollamento" che nei tre istituti di pena di Milano vede 3.400 detenuti a fronte dei 2932 posti disponibili. Ma uno degli aspetti che più preoccupa gli operatori della Caritas Ambrosiana riguarda la chiusura della scuola e di gran parte delle attività lavorative, culturali, ricreative e di sostegno psicologico, sociale che nei tre istituti erano garantite dalla presenza di operatori esterni e volontari. "Le attività scolastiche sono ferme e non è, a oggi, stata attivata alcuna forma di didattica a distanza, le attività trattamentali sono ridotte al lumicino", si legge nel rapporto. E la diminuzione dei volontari ammessi in carcere ha anche portato a un calo di alcuni servizi come la distribuzione di indumenti e prodotti per l'igiene personale. La situazione è particolarmente critica a San Vittore, "dove molti detenuti non hanno ancora ricevuto abiti adatti per proteggersi dal freddo", osservano gli operatori della Caritas Ambrosiana. Altre criticità riguardano le limitazioni agli accessi degli avvocati in carcere e la sospenzione dei colloqui con i familiari.

"In mezzo alla tempesta che stiamo attraversando Papa Francesco ci ha ricordato che siamo tutti sulla stessa barca. Ciò vale anche per i detenuti", puntualizza Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana, che evidenzia: "La gestione della crisi sanitaria all'interno delle carceri non può prescindere dalla tutela dei diritti delle persone recluse".