Covid, Miozzo: "Cts ha operato bene"

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"La croce l'abbiamo portata per 13 mesi, 13 mesi di difficile lavoro in un ambiente, un contesto complicatissimo, mai visto prima, nessuno di noi aveva mai affrontato, nemmeno uno come me che ha affrontato emergenze in giro per il mondo. Anche per me è stato veramente di livello straordinario". Così Agostino Miozzo, ex coordinatore del Cts, a Rcs Academy su Corrieretv parlando dell'emergenza coronavirus.

"Il Cts ha operato bene, ha operato bene sin dall'inizio è stata quella struttura di collegamento in un contesto complesso dove nella maggior parte delle istituzioni del nostro paese non esisteva una vera cultura di gestione delle emergenze - ha aggiunto Miozzo a Rcs Academy poche ore dopo aver reso note le sue dimissioni - per cui bisogna cercare di mediare le comunicazioni, affrontare i temi, cercare di impostare nel migliore dei modi, dare delle indicazioni operative che fossero compatibili, prima fra tutti indicazione del lockdown".

"Autocritica? L'abbiamo fatta sempre. Forse non siamo stati capaci, ma forse non dipendeva da noi, di curare bene la comunicazione, specie verso le categorie piu' sensibili e fragili, i giovani e i ragazzi", ha detto ancora. "Il Covid avviene in epoca di social media e noi non eravamo preparati alla comunicazione sui social - ha spiegato Miozzo ora consulente del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi - Noi dobbiamo raggiungere i ragazzi che vanno al Pincio a menarsi, solo così possiamo ridurre la diffusione del virus tra gli adolescenti".

"Il lockdown è stata una decisione dolorosissima per tutti, non è stata una scelta semplice. Prima di tutto perché non avevamo percezione di cosa fosse esattamente questo lockdown. Chi tra di noi a gennaio dello scorso anno riusciva a tradurre quello che vedevamo in televisione del lockdown a Wuhan", ha affermato ancora.

"Questa immagine a 10mila km di distanza ci stupiva un pochino, ci faceva dire ma quella è la Cina è una dittatura, qui non potremmo mai violare la privacy della gente, - ha ricordato Miozzo - mentre poi abbiamo capito che il lockdown era l'unica terapia disponibile all'epoca".

"Imporre il lockdown, imporre la chiusura delle scuole, dare queste indicazioni è stato veramente una sofferenza nel tempo estremamente grande - ha aggiunto Miozzo - come anche i funerali ma con il principio del distanziamento, un ossimoro, incomprensibili nella sofferenza non potersi toccare o abbracciare. Un momento veramente difficili, tutto fatto con grande intensità ma supportati dal ministro Speranza".

"C'è stata una polemica eccessiva sui banchi a rotelle, montata, ci sono cose più importanti. Questa emergenza ha rifatto l'arredo delle scuole italiane - ha affermato ancora Miozzo -. Ho sofferto di vedere Paesi come Francia e Germania che davano indicazioni diverse da noi sulla scuola e 20 regioni in Italia che davano indicazioni diverse, vedere scuole chiuse e centri commerciali aperti".

"Una campagna informativa che faccia chiarezza sarà indispensabile, per ridare fiducia ai cittadini che hanno dubbi e sono preoccupati", ha poi sottolineato.

"Bisogna spiegare e far capire bene, un grande ruolo lo avranno i medici di famiglia e i pediatri, di cui i pazienti si fidano - ha aggiunto Miozzo - Devo pensare alla scuola, ho visto entrando al ministero quanta ansia e preoccupazione ci siano, mentre la campagna di vaccinazione dei docenti e del personale scolastico stava andando abbastanza bene".