Nuovo Dpcm, Cts a Draghi: "Prudenza, ma non rischiamo catastrofe"

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Massima prudenza nella gestione dell'emergenza coronavirus, caratterizzata dalla presenza delle varianti covid. Si è espresso così il Comitato tecnico scientifico al termine della riunione di oggi con il premier Mario Draghi e alcuni ministri del governo in vista del varo del nuovo Dpcm. Un'indicazione in linea con quella già manifestata dopo l'analisi della diffusione delle varianti. Gli esperti raccomandano quindi cautela rispetto alla possibilità di eventuali riaperture. Draghi ha convocato il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, il presidente del Css Franco Locatelli e il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro.

Temete una terza ondata Covid? "No, no, no... ascoltiamo quello che ha da dirci il presidente Draghi che ci ha convocati". Chiederete rigore? "No, ma diremo che serve prudenza", le parole di Miozzo all'ingresso a Palazzo Chigi. La riunione è servita a fare il punto della situazione su dati e numeri, ma non si è parlato del tema delle riaperture. "Non abbiamo parlato di riaperture, se ne parlerà in un'altra occasione. Venerdì ci sarà una nuova fotografia della situazione e poi vedremo", ha detto Miozzo lasciando la sede del governo. "Abbiamo rappresentato al presidente Draghi i dati e i numeri. Dal punto di vista scientifico noi siamo prudenti, ma non abbiamo descritto una situazione di catastrofe imminente". Ma Draghi è aperturista o rigorista? "Ascolta e ci ha ascoltati con attenzione".

Inoltre, è prevista per domani una nuova riunione del Comitato tecnico scientifico a cui, a quanto si apprende, dovrebbe partecipare anche il ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini. Gli esperti del Cts dovranno valutare il protocollo di sicurezza messo a punto dalle associazioni dello spettacolo su cinema, teatri e sale da concerto.