Covid, missione Oms a Wuhan: è scontro tra Usa e Cina

Red
·1 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 18 gen. (askanews) - Gli Stati Uniti hanno chiesto alla Cina di consentire al team di esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) arrivato nel Paese di intervistare "operatori sanitari, ex pazienti e operatori di laboratorio" nella città di Wuhan e di garantire l'accesso a dati e campioni sanitari.

Il team di esperti indipendenti guidati dall'Oms che cercano di determinare le origini del nuovo coronavirus è arrivato il 14 gennaio a Wuhan. Qui stanno tenendo teleconferenze con le controparti cinesi durante il periodo di quarantena di due settimane imposto loro prima di iniziare i lavori sul campo, ricorda oggi la Reuters.

Gli Stati Uniti, che hanno accusato la Cina di nascondere l'entità iniziale del suo focolaio, hanno chiesto un'indagine "trasparente" guidata dall'Oms e hanno criticato i termini della missione, in base ai quali esperti cinesi hanno svolto la prima fase della ricerca.

Garrett Grigsby, del Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti, ha affermato che la Cina dovrebbe condividere tutti gli studi scientifici sui campioni animali, umani e ambientali prelevati a Wuhan, dove si ritiene che il virus SARS-CoV-2 sia emerso alla fine del 2019.

L'analisi comparativa di tali dati genetici aiuterebbe a "cercare sovrapposizioni e potenziali fonti" dell'epidemia, ha detto a una sessione del comitato esecutivo dell'Oms che proseguirà fino al 26 gennaio.

Il rappresentante della Cina, tuttavia, ha spiegato al consiglio: "Gli studi sull'origine del virus sono di natura scientifica. Hanno bisogno di coordinamento, cooperazione. Dobbiamo fermare qualsiasi pressione politica".

La delegazione australiana, da parte sua, ha chiesto al team dell'Oms di avere accesso a "dati, informazioni e luoghi chiave rilevanti" per un'indagine completa ed esaustiva sull'inizio della pandemia.