Covid, niente sole dopo il vaccino? Sito Fnomceo fa chiarezza

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Image from askanews web site
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Roma, 7 lug. (askanews) - A partire dal comunicato stampa di un noto istituto dermatologico, la notizia è rimbalzata di testata in testata gettando nello sconforto gli italiani che già pregustavano l'arrivo dell'estate e la prospettiva di stare finalmente il più possibile all'aria aperta: "Per chi è guarito da Covid-19 o è stato vaccinato è bene aspettare alcune settimane prima di esporsi al sole" affermavano molti titoli. In alternativa, si aggiungeva, occorre usare una crema protettiva e assumere integratori, prodotti che lo stesso istituto produce e pubblicizza. Comprensibile - sottolinea il sito anti fake news della Federazione dei medici Fnomceo - l'impatto che una notizia di questo genere può avere su chi conta di vaccinarsi prima di partire per le vacanze, o sta cercando il modo di ottenere la seconda dose in una località di villeggiatura. Se già troppi, per altre ragioni, stanno purtroppo rimandando l'appuntamento con il centro vaccinale, il medico o il farmacista, questa raccomandazione rischia di tradursi in un ulteriore disincentivo a proteggersi al più presto da SARS-CoV-2.

"In realtà il parere degli esperti - che secondo la cattiva abitudine di certa stampa italiana è equiparato a un'evidenza scientifica - si riferisce ai pazienti che hanno sviluppato manifestazioni dermatologiche della malattia (dall'orticaria ai geloni a varie forme di esantema) oppure - spiega Dottoremaèveroche... - hanno avuto una reazione cutanea importante alla vaccinazione (per esempio l'arrossamento e il rigonfiamento del braccio, che avviene in alcuni casi soprattutto con i vaccini a RNA messaggero). Il loro consiglio, del tutto ragionevole, è di evitare di esporre all'azione irritante del sole una pelle già infiammata. Anche chi sviluppa un po' di febbre dopo il vaccino è bene che resti a casa e non si esponga al sole finché non sarà passata. Chi invece, durante la malattia o dopo la vaccinazione non ha avuto manifestazioni cutanee non ha nessuna ragione particolare per non esporsi al sole, purché lo faccia, come sempre, in maniera appropriata: per evitarne i danni, dovrà adottare le cautele raccomandate a chiunque, ma senza alcuna attenzione specifica. Ma quali sono queste cautele? Evitare il sole nelle ore più calde, applicare uno strato spesso di protezione solare 15 minuti prima di uscire anche in giornate nuvolose, utilizzare un numero di fattore di protezione solare (SPF) che sia almeno 15. L'uso di integratori per bocca, invece, ai fini della protezione dai raggi ultravioletti non ha finora dimostrato efficacia né è raccomandato dalle principali società scientifiche internazionali, perché gli eventuali effetti forniti da prodotti come la felce Polypodium leucotomos sono bassissimi, equivalenti a una crema con fattore di protezione 3.

Al di là di Covid-19, ci sono medici che sconsigliano di esporsi al sole dopo qualunque vaccinazione. In questo caso il timore non è quello di reazioni locali né perché ciò possa comportare rischi diretti, ma è che si possa in tal modo ridurre l'efficacia del vaccino. Da decenni infatti è stata avanzata l'ipotesi che l'irraggiamento solare possa in qualche modo influire in maniera negativa sulla risposta immunitaria che si vuole evocare, sebbene le prove restino deboli, con molti dati contraddittori che richiedono ulteriori chiarimenti".

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