Covid non affonda la maggioranza. Ma sulla Nadef si regge su senatori a vita ed ex forzisti

Federica Fantozzi
·Giornalista
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I banchi del governo durante la seduta della Camera dei deputati riunita per votare lo scostamento di bilancio ed il Nadef, Roma 14 ottobre 2020. ANSA/FABIO FRUSTACI  (Photo: ANSA)
I banchi del governo durante la seduta della Camera dei deputati riunita per votare lo scostamento di bilancio ed il Nadef, Roma 14 ottobre 2020. ANSA/FABIO FRUSTACI (Photo: ANSA)

La paura è passata, il governo può tirare un sospiro di sollievo. Molto contenuto però: i numeri ci sono sul filo, le opposizioni si astengono sullo scostamento di bilancio ma non raccolgono l’appello a votare insieme la previsione di investimenti, risorse, misure di sostegno aggiuntivi. Via libera in Parlamento alla nota di aggiornamento del documento economico-finanziario (la Nadef) e allo scostamento di bilancio. Due voti separati, in entrambi i rami, il secondo che richiedeva maggioranza qualificata: 161 senatori e 316 deputati. Sotto i riflettori c’era ovviamente Palazzo Madama, dove i numeri sono storicamente più ballerini. Ma il cauto ottimismo dei giallorossi ha trovato conferma: 165 sì, 121 gli astenuti e 3 contrari per il bilancio. Situazione diversa per la Nadef (che comunque non richiedeva quorum): 164 sì contro 120 no, 3 astensioni. Alla Camera lo scostamento di bilancio è passato invece con 324 sì (otto più del quorum richiesto), nessun contrario e 203 astenuti; la Nadef con 325 voti a favore, 199 voti contrari e 6 astensioni.

Sollievo, quindi, ma fino a un certo punto. Quattro i voti che hanno impedito al governo di andare a gambe all’aria al Senato. Grazie all’apporto di due senatori a vita, Mario Monti ed Elena Cattaneo, e di due ex forzisti, Sandra Mastella e Raffaele Fantetti. 14 i sì dal gruppo misto, come previsto. 6 gli assenti. A conti fatti, tuttavia, l’asse Pd-M5S (con renziani e Leu) si conferma autosufficiente. E da Capri il premier Giuseppe Conte esulta per lo scampato pericolo: “Grande prova di tenuta della maggioranza al Senato”. Non una parola per l’astensione del centrodestra, che invece Nicola Zingaretti saluta come “un segnale importante” soprattutto da parte della Lega.

Niente soccorso dunque da parte delle opposizioni, nonostante Davide Faraone, di Italia Viva, li avesse esortati in aula: “Vi chiedo un voto disgiunto per serietà, votate con noi lo scostamento che è un voto tecnico e votate contro la Nadef che è un atto politico”. Invece la Lega si astiene su tutti e due i testi, Forza Italia vota contro la Nadef e si astiene sullo scostamento di bilancio, Fratelli d’Italia vota contro entrambi i provvedimenti. Il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo ripete il refrain di Matteo Salvini sul mancato confronto con le opposizioni: “Siamo persone responsabili, non voteremo contro lo scostamento ma ci asterremo – dice durante le dichiarazioni di voto - Avremmo preferito usare i soldi dello scostamento di bilancio per ridurre la tassazione, sulla quale ci poteva essere un accordo politico tra maggioranza e opposizione. Nella situazione di incertezza a cui stiamo andando incontro, è poco furbo da parte della maggioranza, tagliare fuori del tutto l’opposizione. Un pò più di intelligenza gioverebbe anche a voi”.

Fatto sta che – provvisoriamente o meno – la maggioranza c’è. I calcoli sono esattamente quelli della vigilia, tenuti dal ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. I giallorossi arrivano a 168, salendo a 170 con i senatori a vita Mario monti ed Elena Cattaneo. Mancavano all’appello i due senatori del Maie (Movimento Associativo Italiani all’Estero) Ricardo Merlo e Adriano Cario positivi al covid, più quattro Cinquestelle (malati Cristiano Anastasi e Virginia Mura, politicamente distanti Tiziana Drago e Marinella Pacifico). Dal misto hanno votato a favore in 14, tra cui Gregorio De Falco, Luigi Di Marzio, Buccarella, Saverio De Bonis ed Elena Fattori. Più gli ex azzurri Sandra Mastella e l’ultimo uscito dal gruppo Raffaele Fantetti, eletto all’estero. Gli astenuti sono stati Matteo Richetti, Luigi Cesaro ed Emma Bonino. Nel frattempo, proprio ogi il senatore Claudio Barbaro lascia la Lega per il gruppo misto. Si balla e si continuerà a ballare per tutta la seconda parte della legislatura.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.