Covid non ferma Parmigiano Reggiano: in 9 mesi confezionato +15%

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Milano, 13 nov. (askanews) - La pandemia da Covid 19 non ha fermato la filiera di produzione del Parmigiano Reggiano, che tra diretto e indotto, conta circa 50mila addetti. Nei primi nove mesi dell'anno il segmento del confezionato (le porzioni e il grattugiato che rappresentano il comparto più performante) ha segnato un +15,1%, ma è la remunerazione che è tornata a dare soddisfazione ai produttori. Il prezzo (da produttore a grossista) del Parmigiano Reggiano stagionato 12 mesi era 7,55 euro al chilo in giugno, oggi è 10 euro al chilo (fonte Borsa Merci Parma), con una crescita delle quotazioni superiore al 30%. In crescita anche la produzione: sempre nei primi 9 mesi del 2020 ha segnato un +4,86%: un segno di tonicità che si può spiegare con nuove abitudini di consumo legate proprio alla pandemia. Ma anche una nuova sfida per la filiera che dovrà trovare risposte per valorizzare una produzione che è costantemente in crescita. In questo periodo difficile, il Consorzio Parmigiano Reggiano è stato vicino alle sue aziende, monitorando i caseifici e creando una rete di coordinamento per mettere a disposizione delle aziende una banca dati di casari in pensione ed ex addetti alla produzione che possono essere richiamati dai caseifici in difficoltà. È stata inoltre prevista una deroga al disciplinare, come previsto da legge 1.151/2012 che regola le Dop in caso di emergenze sanitarie, per consentire maggiore flessibilità ai tempi e vincoli di lavorazione al fine di evitare la chiusura di caseifici e allevamenti. "Siamo orgogliosi dei nostri caseifici e del modo in cui hanno reagito alla pandemia - ha commentato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano - Il Parmigiano Reggiano ha potuto contare sull'affetto e sulla fedeltà dei consumatori e sta superando brillantemente questa sfida, con buone performance in termini di vendite". "Siamo vicini a tutte le famiglie che stanno soffrendo - ha aggiunto Bertinelli - e ci auguriamo che le nuove restrizioni contribuiscano a migliorare la curva epidemiologica". Nel primo semestre di quest'anno le vendite in Italia erano cresciute del 6,1% mentre l'export aveva registrato un +11,9%.