Covid non ferma progetto Dolcetto, ananas bio del Togo

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 24 mar. (askanews) - 500 giovani avviati all'agricoltura e oltre 1.500 agricoltori togolesi (di cui oltre un terzo donne) hanno ottenuto la certificazione Bio e Fairtrade. Centrato il bersaglio della giusta remunerazione per l'ananas e raggiunti oltre 250.000 consumatori italiani. Il Covid non ferma il progetto "Ananas Dolcetto": al termine del primo anno di attività è positivo il bilancio dell'iniziativa per lo sviluppo dell'agricoltura cooperativa in Togo. Il progetto è promosso da Coopermondo, la ONG del Sistema Confcooperative, con il contributo di AICS - Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo assegnato nell'ambito del Bando Profit 2018, e vede Brio, realtà specializzata nella commercializzazione di ortofrutta biologica, come capofila e Agrintesa come partner industriale e agronomico.

Avviato a fine 2019, il progetto "Ananas Dolcetto" nasce con l'obiettivo di sostenere, attraverso il modello dell'agricoltura cooperativa, lo sviluppo della comunità di Tsévie in Togo, Paese dove il 32,3% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e la coltivazione della terra occupa il 75% della popolazione attiva.

"L'obiettivo - spiegano Gianni Amidei, presidente di Brio e Aristide Castellari, presidente di Agrintesa - era quello di aiutare migliaia di piccoli agricoltori a esportare un prodotto di valore come l'ananas a prezzi remunerativi, garantendo ai produttori una fonte di reddito certa e continuativa. Ma anche di promuovere un modello, quello cooperativo, che favorisse lo sviluppo sociale ed economico di tutta l'area. La pandemia, com'è facile immaginare, ha creato non poche difficoltà ma al termine del primo anno di progetto siamo comunque riusciti a centrare molti degli obiettivi che ci eravamo prefissati, ponendo solide basi per il prossimo futuro".

Alla fine del 2020 la cooperativa locale CPJPPAB-ZIO (Coopérative Préfectoral des Jeunes Producteurs Professionnels d'Ananas Biologiques-Zio) di Tsévié, riuniva oltre 1.500 agricoltori, 500 in più di quelli associati un anno prima, all'avvio del progetto, con una superficie coltivata di circa 500 ettari di ananas biologico. Positivi anche i risultati relativi alla sostenibilità economica del progetto: "il prezzo garantito di acquisto dell'ananas Dolcetto - commenta Amidei - è superiore del 25% a quello di analoghi prodotti certificati Fairtrade, con un impatto positivo sugli agricoltori, sulle loro famiglie e sull'intera comunità".

Ora lo sguardo è proiettato verso il futuro: il progetto ha subito un prevedibile rallentamento a causa del Covid - spiega Luca Zocca, Marketing Communication Consultant di Brio - ma il percorso avviato un anno fa continua. Dal punto di vista commerciale fondamentale l'azione di promozione e valorizzazione effettuata nei punti vendita della Grande Distribuzione dove si è riscontrato un altissimo interesse del consumatore verso l'ananas Dolcetto a marchio Alce Nero: siamo riusciti a raggiungere oltre 250.000 consumatori e a realizzare più di 1.300 interviste successive alle attività di tasting. In vista della Pasqua puntiamo a realizzare operazioni promozionali nella Grande Distribuzione e di proporre in futuro l'ananas Dolcetto anche a marca privata".