Covid, nuova scoperta su distanza di sicurezza e rischio di contagio

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Covid, nuova scoperta su distanza di sicurezza e rischio di contagio
Covid, nuova scoperta su distanza di sicurezza e rischio di contagio

Ci sono importanti novità che riguardano il contagio da Covid-19. Un team internazionale di ricerca dell'Università di Padova, Udine, Vienna e Chalmers ha infatti scoperto come quantificare il rischio di contrarre il Covid-19 sulla base della distanza interpersonale, della temperatura, dell'umidità e del tipo di evento respiratorio. Ecco cosa è emerso dallo studio.

Quando si parla senza mascherina, le goccioline infette emesse possono raggiungere oltre un metro, fino a 3 metri per un colpo di tosse, mentre starnutendo raggiungono addirittura i 7 metri. Con le mascherine chirurgiche e Ffp2 il rischio di contagio diventa praticamente trascurabile, sia che si parli, che si tossisca o starnutisca.

E' bene sapere, per evitare il più possibile il contagio, che le goccioline in sospensione si possono depositare anche sulle superfici, che diventano terreno di infezione una volta toccate dall'individuo sano.

Come proteggersi, dunque, ed evitare la trasmissione del Covid-19? Sanificando superfici e mani. Più articolata, invece, è la questione della trasmissione aerea: le regole fin qui usate per evitare la propagazione sono state il distanziamento interpersonale, la capienza ridotta degli ambienti e le mascherine.

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Dallo studio pubblicato sul "Journal of the Royal Society Interface" emerge che non esiste una distanza di sicurezza "universale” perché questa dipende dalle condizioni ambientali, dalla carica virale e dal tipo di evento respiratorio.

Ad esempio, con un colpo di tosse (con media carica virale) si può avere un alto rischio di contagio entro i 2 metri in condizioni di umidità relativa media, mentre diventano 3 metri con alta umidità relativa, sempre senza mascherina.

"La pandemia di Covid-19 ha evidenziato l'importanza di modellare accuratamente la trasmissione virale operata da goccioline salivari emesse da individui infetti durante eventi respiratori come parlare, tossire e starnutire - ha spiegato Francesco Picano, professore del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Padova - Nel nostro lavoro abbiamo revisionato le teorie esistenti utilizzando le più recenti conoscenze sugli spray respiratori arrivando a definire un nuovo modello per quantificare il rischio di contagio respiratorio diretto".

La ricerca, inoltre, utilizzando i più recenti dati sperimentali sulla riduzione dell'emissione di goccioline ad opera delle mascherine, ha testato il modello per quantificare come i dispositivi di protezione individuale abbattano il rischio di contagio.

"Le indicazioni mediche che stiamo seguendo sono basate su studi di fluidodinamica del 1940: stiamo chiudendo le scuole, limitando le capienze dei locali, limitando le distanze tra le persone sulla base di studi del 1940", ha commentato Alfredo Soldati, ordinario di fluidodinamica dell'Università di Udine e direttore dell'Institute of Fluid Mechanics and Heat Transfer della Technische Universitat di Vienna.

"È importante - ha aggiunto Soldati - che ingegneri e fisici si cimentino nello studio di questi fenomeni insieme a biologi e virologi per fornire indicazioni precise che consentano di rilassare le norme quando si può e di rinforzarle quando si deve. Dall'inizio della pandemia la comunità internazionale si è messa al lavoro e ha prodotto in soli due anni un bagaglio di conoscenze basate su sofisticati esperimenti e accurate simulazioni sui moderni supercomputer".

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