Covid, nuova scoperta sul latte materno: lo studio italiano

·3 minuto per la lettura

Uno studio dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma, in collaborazione con il policlinico Umberto I, dimostra che il latte materno stimola le difese anti Covid-19 dei neonati. La ricerca è stata condotta su mamme positive al momento del parto. La ricerca è stata pubblicata su Jama Network Open.

Lo studio ha riguardato 28 donne che hanno partorito all’Umberto I nel periodo compreso tra novembre 2020 e maggio 2021, tutte risultate positive al Sars-CoV-2 al momento del parto in seguito al tampone effettuato per l’ingresso in ospedale, anche se molte asintomatiche. 

Nessuna delle donne all’epoca era stata vaccinata contro il Covid-19. I ricercatori si sono posti l’obiettivo di accertare se e come questa condizione della madre al momento del parto influenzasse l’immunità del neonato. "in genere – spiegano gli specialisti del Bambino Gesù – la mamma protegge il bambino nei primi giorni e mesi di vita con il trasferimento dei propri anticorpi attraverso la placenta». Questo meccanismo «fornisce al neonato una protezione passiva consentendogli di utilizzare, in mancanza dei propri, gli anticorpi della mamma. Se la mamma allatta al seno, inoltre, trasferisce al bambino anche un altro tipo di anticorpi (IgA), detti mucosali, perché prodotti dalle mucose del tratto respiratorio (oltre che dell’intestino) della mamma e perché aiutano il neonato proprio contro le infezioni mucosali, come il raffreddore o l’influenza".

VIDEO - Covid e vaccini: "Nessun rischio in gravidanza"

I ricercatori hanno studiato il funzionamento di questo meccanismo di protezione nel caso delle mamme positive al coronavirus nel momento del parto. Hanno cercato e misurato, quindi, la presenza di immunoglobuline specifiche contro il SARS-CoV-2 sia nel sangue e nel latte delle mamme, sia nel sangue che nella saliva nei neonati. Le analisi sono state fatte a 48 ore dal parto e ripetute poi dopo due mesi.

I risultati: nel sangue delle mamme gli anticorpi specifici per il virus erano presenti a due mesi dal parto, ma non a 48 ore. "Un risultato prevedibile, perché sappiamo che il sistema immunitario ha bisogno di due settimane di tempo per produrre le immunoglobuline IgG". 

GUARDA ANCHE - Covid, il latte materno delle donne vaccinate può proteggere i neonati?

Nel latte materno, invece, gli anticorpi specifici di tipo IgA erano presenti già a 48 ore dal parto, "a dimostrazione che la risposta delle mucose per la produzione di anticorpi è più rapida di quella sistemica dell’organismo". Similmente, i neonati non presentavano IgG specifiche per Sars-CoV-2 nel sangue né a 48 ore (perché la mamma non aveva potuto trasmetterle attraverso la placenta, in quanto ne era sprovvista prima del parto), né a due mesi dalla nascita (perché i bambini non erano stati attaccati dal virus e non si erano infettati). Nella saliva, invece, gli anticorpi mucosali contro il virus erano presenti non solo a 48 ore ma anche a due mesi dal parto, però solo nei piccoli allattati al seno: 17 contro 13 (tra di loro, due coppie di gemelli). Nello stesso tempo, la presenza di anticorpi nel latte delle madri risultava sensibilmente diminuita, non essendo più positive al coronavirus.

"Qualcosa nei bambini sembra andare oltre il meccanismo di mera protezione passiva", commentano dall’Ospedale pediatrico: "È la prova che il latte materno gioca un ruolo fondamentale non solo offrendo protezione passiva, cioè trasferendo al bambino gli anticorpi prodotti dalla madre, ma anche aiutandolo a produrre autonomamente le sue difese immunitarie".

GUARDA ANCHE - Virus sinciziale, cos'è?

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli