Covid Italia, Locatelli: "Di preoccupante non c'è nulla, addolorano proteste"

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"Di preoccupante in questo momento in realtà non c'è nulla". Rassicura così sull'andamento dell'epidemia di Covid-19 in Italia Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) per l'emergenza coronavirus e presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), intervistato da 'Zapping' su Rai Radio 1. Tuttavia, aggiunge, "mi addolorano alcune manifestazioni di protesta rispetto ai vaccini e rispetto al Green pass", messe in atto "non capendo che è stato l'unico modo per ripristinare almeno larga parte delle nostre attività".

Per Locatelli chi grida alla libertà negata "è davvero difficilmente comprensibile. Chi non comprende l'utilità della campagna vaccinale e anche la necessità di avere il Green pass finché non ridurremo ulteriormente la circolazione virale - sottolinea - vuol dire che non ha compreso che questa è l'unica strategia per uscire da una situazione che tante vittime ha tragicamente mietuto in tutto il mondo e anche nel nostro Paese, il primo fra quelli occidentali ad avere affrontato la pandemia".

Quanto all'aumento dei tamponi, più che delle prime dosi, "basta una vaccinazione gratuita per riuscire ad avere il Green pass e averne un chiaro vantaggio in termini di tutela della propria salute", evidenzia Locatelli. "Lo dico con una frase forse un po' a effetto, ma chi non si vaccina - avverte - non si vuole bene".

"La situazione della circolazione virale in Italia" è "tra le più favorevoli" di tutta l'Europa, se si guarda "all'incidenza cumulativa del 28 ottobre sui 100mila abitanti, più bassa della nostra ce l'ha solo la Spagna - spiega il presidente del Consiglio superiore di Sanità - E l'impatto sui servizi sanitari, intesi come occupazione di posti letto nei reparti di area medica e nelle terapie intensive, è largamente contenuto. Questo non toglie che va tenuta dovuta attenzione all'incremento nei numeri dei nuovi contagiati, che oggi, tra l'altro, sono più bassi dei giorni precedenti".

I dati di questi ultimi giorni "rassicurano ancor di più del fatto che in Italia non siamo affatto in una situazione fuori controllo, e tutto ciò è dovuto all'elevata adesione alla campagna vaccinale, siamo ormai quasi all'83% delle persone vaccinabili che ha completato il ciclo di immunizzazione. Ovviamente si può e si deve fare meglio, l'obiettivo è arrivare almeno al 90%". I dati buoni dell'Italia sono inoltre dovuti - aggiunge il presidente del Css - anche al fatto "che abbiamo continuato a mantenere tutta una serie di misure che proteggono dal contagio, su tutti valgano l'indossare le mascherine al chiuso e il distanziamento sociale, cosa che non è accaduto in altri Paesi che hanno numeri marcatamente più preoccupanti di quelli" nostri.

Come si raggiungerà il 90% di vaccinati vista la resistenza di alcuni a non sottoporsi al vaccino? "Credo che valga la pena di parlare di esitazione e ritrosia. Questo sottolinea l'importanza del lavoro di convincimento da parte degli operatori sanitari, in particolare dei medici di medicina generale, bisogna spiegare a queste persone che vaccinarsi vuol dire volersi bene”.

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