Covid Italia, nessuna regione zona gialla

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Nessuna regione italiana dovrebbe passare in zona gialla, a quanto si apprende, nonostante l'aumento dei contagi covid. I dati dell'ultimo monitoraggio della Cabina di regia sull'andamento di Covid-19 danno il Friuli Venezia Giulia ad alta probabilità di progressione verso un rischio alto, la Calabria unica regione a rischio basso e tutte le altre regioni e province autonome sono classificate a rischio moderato.

"La settimana si conclude con due buone notizie: la prima è che la Lombardia si conferma in zona bianca e la seconda è che ieri oltre 60.000 lombardi hanno prenotato la terza dose", dice il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.

"Al momento i parametri del Veneto indicano che siamo ancora molto lontani, ma il trend in aumento dei casi deve essere affrontato con la massima serietà", afferma il presidente regionale Luca Zaia, commentando i dati odierni della pandemia, che per il Veneto registrano 1.029 nuovi contagi.

"E' importante vaccinarsi - prosegue Zaia - ed è indispensabile anche rispettare alcune regole basilari nella vita quotidiana, come indossare la mascherina nei luoghi chiusi e in quelli aperti dove si verifichino assembramenti. In caso contrario il passaggio in giallo è un'ipotesi concreta", aggiunge.

"Stiamo monitorando con estrema attenzione l’evoluzione dell’andamento dei contagi nella nostra regione, che al momento non hanno però avuto impatto sulla pressione ospedaliera: ad oggi i dati Agenas ci vedono al 3 per cento di occupazione dei posti di terapia intensiva, 2 punti sotto la media nazionale, mentre in area medica la saturazione è al 6 per cento, lo stesso valore della media nazionale", dice all’Adnkronos l’assessore regionale alla Salute dell’Abruzzo, Nicoletta Verì.

"Dei 3 parametri che comportano il passaggio in zona gialla (occupazione terapie intensive, occupazione posti letto area medica e incidenza su 100mila abitanti), - aggiunge- oggi l’Abruzzo supera solo quello dell’incidenza, anche se il dato provinciale è oltre la soglia dei 50 casi solo a Teramo e L’Aquila, mentre resta inferiore a Chieti e Pescara. Per l’occupazione dei posti letto ospedalieri, invece, siamo ampiamente sotto le soglie del 10 per cento per le intensive e del 15 per l’area medica. Al momento, dunque, non esiste alcun rischio di uscita dalla zona bianca, perché per verificarsi deve concorrere il superamento di tutti e 3 i parametri".

"Rispetto ad un anno fa, prima dunque della campagna vaccinale, - evidenzia l’assessore- abbiamo un numero di ricoverati in ospedale 7 volte inferiore, a conferma dell’efficacia della vaccinazione che sta procedendo speditamente. Attendiamo il picco delle terze somministrazioni tra dicembre e gennaio, quando saranno trascorsi i 6 mesi dalla seconda dose per la maggior parte dei nostri concittadini".

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