Covid oggi Italia, Ricciardi: "Muoiono i non vaccinati"

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"Tutti quelli che vanno in terapia intensiva e muoiono sono non vaccinati". E' un passaggio dell'intervento di Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, a L'aria che tira. "L'80% degli italiani non ha nessun problema a vaccinarsi, questo ci consente di tornare alla normalità e di avere un'economia forte. Poi c'è un 2-3% di irriducibili, per una serie di motivi, alcuni leciti. Poi c'è circa un 20% di italiani esitanti che hanno paura, con loro bisogna parlare", dice Ricciardi alla trasmissione di La7.

"Il paese si è preparato per fronteggiare eventuali malati, che saranno tutti tra i non vaccinati. Come sono tutti quelli che stanno morendo: tutti quelli che vanno in terapia intensiva e muoiono sono non vaccinati. Sono soprattutto persone con una serie di fragilità, il covid diventa esiziale", aggiunge. "Il covid, come l'influenza, produce il fenomeno dell'harvesting: senza influenza e senza covid, queste persone avrebbero continuato a vivere. Con il vaccino, evitiamo che queste persone vadano incontro alla morte", afferma ancora.

Si parla di riaperture progressive per una serie di attività. "L'esempio migliore è la Danimarca, che ha introdotto il green pass ad aprile. La campagna di vaccinazione ha raggiunto il 90% della popolazione, il paese oggi non ha nessun tipo di restrizione: a questo traguardo la Danimarca è arrivata gradualmente e lo stesso dobbiamo far noi, con un green pass universale e una campagna di vaccinazione per il 90% della popolazione", dice Ricciardi.

"Non abbiamo ancora la certezza al 100%" sulla necessità generalizzata di una terza dose di vaccino per tutti. "Noi abbiamo cominciato con i fragili, presumibilmente nel 2022" la terza dose verrà progressivamente ampliata. "Ogni giorno c'è una selezione di nuove varianti, alcune riguardano la proteina Spike e diventano preoccupanti. Al momento non c'è nessuna variante che buca completamente il vaccino. La variante Delta per un 20-30% produce un'infezione blanda", afferma. "Da un certo punto in poi non parleremo più di terza dose ma di richiamo, perché presumibilmente come per l'influenza dovremo fare una dose di richiamo ogni determinato periodo di tempo".

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