Covid, Omicron: per quanto tempo si resta contagiosi?

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La variante Omicron preoccupa, e non poco, gli esperti di tutto il mondo. Sappiamo ancora poco su questa particolare mutazione del Covid-19, proveniente dal Sudafrica e ormai dominante in molte aree. Tuttavia, i dati al momento a nostra disposizione, ci forniscono informazioni utili su sintomi, durata della contagiosità e su come dovremmo comportarci.

Innanzitutto, Omicron è molto più trasmissibile di Delta (5 volte di più) e nei vaccinati con almeno 2 dosi dà molto spesso sintomi lievi (simil influenzali) e di breve durata. Sembra che anche l’incubazione, ovvero il periodo di tempo fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi, possa essere ridotta (3 giorni) rispetto alle varianti precedenti. In generale, per il coronavirus, si ritiene che l’incubazione possa variare fra 2 e 11 giorni, fino a un massimo (molto raro) di 14 giorni.

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Ma per quanto si è contagiosi? Il periodo infettivo (in cui cioè è possibile contagiare le altre persone) può iniziare uno o due giorni prima della comparsa dei sintomi, ma è probabile che le persone siano più contagiose durante il periodo sintomatico. 

Negli asintomatici si calcolano le 48 ore precedenti il tampone positivo. Per questo nella ricerca dei contatti viene chiesto di comunicare il nominativo delle persone con le quali si ha avuto un contatto nei due giorni precedenti i sintomi o il tampone. Si stima che il periodo infettivo duri da 8 a 10 giorni nei casi moderati e in media fino a due settimane nei casi gravi, ma l’infettività si riduce generalmente dopo 7 giorni dall’inizio dei sintomi. 

Nei vaccinati con 2 o 3 dosi si osserva una durata più breve dei sintomi (febbre, tosse o raffreddore possono scomparire dopo un paio di giorni) e quindi, si suppone, anche della capacità di contagiare altri. Il dato è preliminare e andrà confermato da studi scientifici a larga scala.

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Come ci si infetta? Il contagio avviene quando una persona ammalata tossisce, starnutisce, parla o canta e le secrezioni (goccioline) vengono espulse dalla bocca o dal naso. Le persone che sono a contatto stretto (distanza inferiore a 1 metro) con il soggetto infetto possono contagiarsi se le goccioline entrano a loro volta nel naso, bocca e occhi. 

Inoltre le goccioline infette possono posarsi su oggetti e superfici e altre persone possono contagiarsi toccandosi occhi, naso e bocca con le mani contaminate. Ecco perché è essenziale lavarsi accuratamente e regolarmente le mani con acqua e sapone o un prodotto a base alcolica e pulire frequentemente le superfici.

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